lo studio
L'Italia risplende nel mercato dei gioielli: quota all'11,2% ma il boom 2024 è in parte alimentato dalla Turchia
Da 97 a oltre 130 miliardi: il made in Italy cresce fino all'11,2% nel 2024, la Cina perde quota e la Turchia mostra forte volatilità nelle esportazioni
Fra il 2015 e il 2024 il commercio mondiale di articoli di gioielleria da indosso è salito da 97 miliardi di euro a oltre 130 miliardi nel 2024. La Cina ha perso terreno, scendendo dal 23,5% al 15,7% del mercato globale. L'Italia si è distinta per un recupero particolarmente significativo, passando da una quota del 5,8% nel 2015, all’8% nel 2023, fino a raggiungere nel 2024 l’11,2%, superando la Svizzera (hub dei beni di lusso francesi e paese di transito di prodotti orafi, anche italiani) e l’India. Si tratta, secondo il rapporto sul settore dell’Area Studi di Mediobanca, di un risultato che conferma la capacità del made in Italy di valorizzare design, qualità e posizionamento nell’alto di gamma.
Viene tuttavia ricordato che parte dell’exploit italiano nel 2024 è stato influenzato dalla performance «anomala» delle esportazioni verso la Turchia. Come indicato dalla nota congiunturale del Centro Studi di Confindustria Federorafi nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni italiane del comparto hanno registrato una flessione del 15,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’arretramento, in parte fisiologico dopo i ritmi di crescita sostenuti dell’ultimo triennio, è in larga misura imputabile alla contrazione dell’export verso la Turchia.
Proprio la Turchia, dopo la crescita abnorme del 2024 (+468,7%), nel 2025 ha segnato un deciso arretramento (-52,2% tra gennaio e settembre). Negative anche le vendite verso gli Stati Uniti (seppur meglio delle attese), mentre diversi top market - tra cui Emirati Arabi Uniti, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Giappone e Cina - mostrano segnali di crescita.
Riguardo alla perdite di quote di mercato della Cina le ragioni sono molteplici: rilocalizzazione produttiva verso Paesi a minor costo (India, Thailandia, Indonesia), politiche commerciali restrittive dagli Usa e una crescente domanda interna che ha ridotto le esportazioni. Parallelamente, sono comparsi nuovi protagonisti: gli Emirati Arabi Uniti si sono affermati come hub internazionale grazie alla loro funzione di piattaforma logistica e fiscale, mentre Turchia e diversi Paesi del Sud-Est asiatico hanno guadagnato quote grazie alla competitività manifatturiera e alla capacità di attrarre investimenti.