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il caso

La guerra delle big tech sul campo dell'AI: perché Elon Musk chiede 134 miliardi a OpenAi e Microsoft

Si inasprisce pure lo scontro del multimiliardario con Ryanair sul wi‑fi Starlink e si prepara all'udienza del 27 aprile

Fabio Russello

17 Gennaio 2026, 17:22

La guerra delle big tech sul campo dell'AI: perché Elon Musk chiede 134 miliardi a OpenAi e Microsoft

Elon Musk chiede a OpenAI e Microsoft fino a 134 miliardi di dollari di risarcimento.

Forte della decisione del giudice di mandare a processo la sua causa contro la startup di intelligenza artificiale, l’imprenditore ha formalizzato la richiesta, mentre al contempo inasprisce lo scontro con l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, definito un «idiota totale» per aver escluso l’installazione del servizio internet Starlink sulla flotta, ritenendolo troppo costoso.

O’Leary dovrebbe essere «licenziato», di certo «non è ben informato», ha affermato Musk, prima di lanciare una provocazione: «Dovrei acquistare Ryan Air e mettere a capo qualcuno il cui vero nome è Ryan?». Il commento arriva in risposta a un post di Ryanair che rilanciava un articolo del New York Post sul blackout di X negli Stati Uniti, corredato dalla frase: «forse hai bisogno del wi-fi Elon?».

Il botta e risposta si inserisce nella contesa principale che oppone Musk a OpenAI e al suo amministratore delegato Sam Altman. Nel 2024 il patron di Tesla ha intentato causa, accusando la società di avere tradito la missione originaria trasformandosi in un’azienda a scopo di lucro.

In vista dell’udienza fissata per il 27 aprile, Musk rivendica fino a 134 miliardi di dollari dalla startup e dall’alleata Microsoft, sostenendo di avere diritto ai «profitti illeciti» maturati grazie al suo sostegno iniziale.

L’imprenditore è stato tra i primi finanziatori di OpenAI, salvo poi lasciare il consiglio di amministrazione nel 2018 per divergenze; nel 2023 ha fondato la sua società di IA, xAI.

Secondo i calcoli dei suoi legali, Musk avrebbe diritto a una quota dell’attuale valutazione di 500 miliardi di dollari di OpenAI, dopo essere stato truffato dei 38 miliardi di capitale iniziale che aveva donato alla società al momento della fondazione. La startup guidata da Altman avrebbe realizzato profitti compresi tra 65,5 e 109,4 miliardi grazie ai suoi fondi, mentre Microsoft ne avrebbe ricavato tra 13,3 e 25,1 miliardi.

«La causa continua a essere infondata e a fa parte del suo attuale schema di molestie, e non vediamo l’ora di dimostrarlo al processo. Questa ultima richiesta infondata mira unicamente a promuovere questa campagna di molestie», ha replicato OpenAI, liquidando le pretese di Musk.

L’importo rivendicato, peraltro, potrebbe crescere ulteriormente: l’uomo più ricco del mondo intende infatti chiedere anche danni punitivi, al momento non quantificati.