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lo sviluppo economico

Super Zes Sicilia si farà: 200 milioni per rafforzare il credito d'imposta e attrarre investimenti

Schifani incontra a Roma il ministro Foti: sul tavolo l’utilizzo dei fondi della Regione per il bonus alle imprese che investono. Il plauso degli imprenditori da Arena a Confindustria

22 Gennaio 2026, 00:47

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Super Zes Sicilia si farà: 200 milioni per rafforzare il credito d'imposta e attrarre investimenti

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La Super Zes Sicilia si farà. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha incontrato ieri a Roma il ministro agli Affari europei, al Pnrr e alle Politiche di coesione, Tommaso Foti. Al centro dei colloqui «l’utilizzo proficuo e flessibile dei fondi europei e nazionali per incentivare lo sviluppo economico e occupazionale della Sicilia». La conversazione è stata incentrata sulla reale possibilità di intervenire sull’attuale programmazione dei fondi extraregionali e, in particolare, per impiegare 200 milioni di euro, quota parte dei residui del Bilancio 2024, una volta ottenuta la perequazione della Corte dei conti. In questo modo si potranno integrare le risorse che lo Stato ha incrementato nella Legge di Bilancio consentendo così il massimo tasso di contribuzione possibile del credito d’imposta per finanziare gli investimenti delle imprese nell’ambito della Super Zes da qui al 2030.

Il governatore ha illustrato al ministro la proposta che imprenditori e banchieri gli avevano sottoposto in occasione del confronto del 10 gennaio a Catania (si veda La Sicilia dell’11 e 16 gennaio). Il colloquio romano «si è svolto in un clima di collaborazione e apertura», informa Palazzo d’Orleans in una nota, con un confronto sui principali strumenti utili a sostenere adeguatamente i processi di sviluppo e la propensione agli investimenti delle imprese. «C’è stata grande sintonia e apprezzamento per la disponibilità del ministro all’esame delle nostre proposte – ha detto il presidente Schifani -. Ho riscontrato attenzione concreta verso le esigenze della Sicilia e verso misure capaci di rafforzare la competitività delle imprese».

Soddisfazione per il buon esito dei colloqui è stata espressa dal mondo delle imprese. «Prendo atto con soddisfazione - commenta il cavaliere Giovanni Arena, presidente dell’omonimo gruppo della Gdo - che la mia proposta, condivisa da Confindustria e da altre organizzazioni, sia stata apprezzata. È un primo passo verso l’istituzione di una misura con cui si dà concreto sostegno allo sviluppo della Sicilia, anche se non sappiamo ancora se sarà alimentata con risorse finanziarie regionali o comunitarie. Tuttavia, se ci riuscissimo, la Sicilia potrebbe fare da apripista ad altre regioni del Mezzogiorno».

«La nostra proposta è più che necessaria considerato che la misura si è rivelata incapiente e il fatto che sia stata valutata positivamente ci fa piacere», aggiunge Gaetano Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia. «Bisogna capire che la ratio della Super Zes Sicilia è compensare le diseconomie derivanti dalle carenze infrastrutturali: investire nel Sud e in particolare in Sicilia costa di più rispetto ad altri territori». «Questa è la strada maestra per far sì che le nostre imprese possano competere ad armi pari con le consorelle del Nord Italia e dell’Europa», commenta la presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi. «Il suo rafforzamento non serve solo a noi, ma può attrarre altre imprese nel nostro territorio».