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«Il governo sui nuovi Lep vuole favorire le Regioni del ricco Nord»

Sicilia in ritardo: Svimez avverte che legare i livelli essenziali all’autonomia differenziata allarga i divari territoriali

22 Gennaio 2026, 00:51

«Il governo sui nuovi Lep vuole favorire le Regioni del ricco Nord»

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Il nodo dei divari territoriali nei servizi pubblici e nell’assistenza sociale storicamente è sempre lo stesso: al Sud i costi sono più alti e i servizi non sono efficienti, ma lo Stato trasferisce meno di quanto serva, mentre il Nord chiede più risorse pur beneficiando di maggiore efficienza. Già la Corte dei conti ha segnalato come la Sicilia sia molto in ritardo nell’erogazione dei Livelli essenziali dell’assistenza nel Servizio sanitario regionale. Figurarsi, poi, se si aggiunge una determinazione finanziaria dei Livelli essenziali delle prestazioni che tenga conto non delle diseguaglianze fra territori, ma delle richieste delle sole Regioni che godranno dell’Autonomia differenziata. È l’allarme lanciato dalla Svimez nell’audizione di lunedì scorso in commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge delega al governo per la determinazione dei Lep.

Il D.g. della Svimez, Luca Bianchi, e il consigliere scientifico Carmelo Petraglia (nella foto), hanno ricordato che la Corte costituzionale ha già bocciato la precedente legge numero 86 approvata nel 2024, laddove prevedeva criteri generici e uguali per tutte le materie, dalla sanità alla scuola, e per tutti i territori della Penisola. Ora il nuovo disegno di legge delega dovrebbe, in teoria, correggere questo difetto. Invece, ha osservato la Svimez, fa anche peggio: ancora «la determinazione dei Lep alla logica dell’attuazione dell’autonomia differenziata», quando invece dovrebbe «favorire il pieno superamento dei divari territoriali nel godimento delle prestazioni inerenti ai diritti civili e sociali». Cioè, in una legge aderente ai principi della Carta «la determinazione dei Lep deve costituire un adempimento funzionale all’attuazione del federalismo fiscale regionale delineato dalla legge numero 42 del 2009».

L’attuale impostazione, invece, tende a «mantenere un legame tra la determinazione dei Lep e l’attuazione dell’autonomia differenziata, attribuendo ai Lep una funzione strumentale quale presupposto tecnico per il trasferimento di ulteriori funzioni dallo Stato alle Regioni». In più, hanno aggiunto Bianchi e Petraglia, la delega prevede «di intervenire su un numero molto ampio di funzioni pubbliche statali, mentre è verosimile che, alla luce della sentenza della Consulta, le Regioni richiedano l’attribuzione soltanto di alcuni ambiti di intervento».

Dunque, per la Svimez, «è urgente definire un quadro unitario delle modalità di determinazione e finanziamento dei Lep per evitare sovrapposizioni e conflitti tra due percorsi paralleli: si accelera sui Lep per le funzioni pubbliche statali oggetto di possibile devoluzione regionale rafforzata; mentre l’attuazione del federalismo fiscale regionale procede a rilento e con interventi parziali e senza garanzie di finanziamento come nell’ultima Manovra».

M. G.