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la sfilata

Pizzi antichi, rafia e seta: con Marco Strano la forma dei fiori si trasforma in abiti sartoriali

A Catania si presenta la nuova collezione moda del del fashion designer: «Un omaggio alla Bellezza in ogni sua forma»

23 Gennaio 2026, 15:31

Pizzi antichi, rafia e seta: con Marco Strano la forma dei fiori si trasforma in abiti sartoriali

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Un percorso temporale e culturale in cui memorie, contaminazioni e identità dell’isola emergono e si trasformano: c'è questo e tanto altro in “Ci metterò un fiore”, la nuova collezione 2026 Sposa ed Alta Moda dello stilista catanese Marco Strano. Sarà un omaggio alla bellezza in ogni sua forma e un invito a custodire memorie e radici, a rinnovare la tradizione attraverso la mano esperta dell’artigiano, con una visione creativa della sartoria contemporanea. In una cornice di grande valore storico e culturale, sarà il Museo delle Carrozze dell’Istituto dell’Incremento Ippico in via Vittorio Emanuele 508 a Catania, ad ospitare, domenica 25 gennaio, ore 11.30, il matinée del fashion designer catanese che presenta l’evento come “Un racconto sartoriale in cui arte, artigianato e tradizione si intrecciano per restituire eleganza senza tempo”.

Ci metterò un fiore” nasce dall’idea di catturare la forma del fiore e trasfigurarla in elementi sartoriali: sovrapposizioni di petali in organza di seta in sfumature di bianco, modulazioni ispirate al mughetto per gonne-scultura in rafia e ampie gonne a trama tessuta al telaio che, abbinate a camicie in chiffon, creano armonie eteree. I moduli floreali assumono ritmo e movimento, mentre i dettagli, Grappoli di mimosa ricamati in perle su tulle, resine effetto madreperla plasmate in fiori stilizzati e conchiglie trasformate in applicazioni floreali – anticipa Marco Strano – richiamano il rapporto con il mare e impreziosiscono bustier e gonne danzanti.

La collezione Sposa 2026 valorizza il recupero dei pizzi antichi, ricamati a mano, che diventano testimonianze preziose di una bellezza che va salvata. I tessuti e i pizzi impiegati sono rigorosamente in filati naturali: rafia, cotone sfrangiato, broccato di seta, pizzi chantilly e rebrodé francesi in cotone, mikado e charmeuse in seta Made in Italy.

Ogni abito è un pezzo unico, confezionato interamente a mano – sottolinea Marco Strano – ogni sposa riceverà un capo che porterà il suo nome, non replicabile”.

Il Museo delle Carrozze restituisce al pubblico i fasti di un’epoca in cui la moda francese trovò sponda in Sicilia, dando vita a contaminazioni tecniche e stilistiche che elevarono la sartoria locale. Gli abiti da sera della collezione, ora ammiccanti e preziosi, ora scultorei nelle loro linee, rimettono al centro il carattere femminile: silhouette valorizzate, volumi studiati e ricami pregiati fanno degli abiti veri gioielli sartoriali.

La nuova collezione “Alta Moda” di Marco Strano rievoca il rigore delle linee e si illumina di colori vitaminici dall’Andalusia; il barocco siciliano si rispecchia nei broccati corposi e leggeri, mentre la velata sensualità dei pizzi eterei contrasta e bilancia la scultura dei volumi. La sabbia, l’avorio della pietra e i richiami del mondo arabo alimentano le lavorazioni scultoree: gonne a ruota, corpetti in rafia e patchwork di tessuti naturali che mantengono intatta l’identità del marchio. Le sete strutturate in tinte pastello evocano il fervore dell’alta sartoria degli anni ’60; i fiori fatti a mano con piume esaltano una sofisticata semplicità, mentre accessori bon ton sottolineano l’eccellenza artigianale.