L’incontro
St: il Pd siciliano lancia il “cartello europeo” per il mercato dei semiconduttori
A Catania il segretario Barbagallo con il deputato di sinistra francese Fournier: accordo per contrastare «Usa e Cina»
L'interno del sito di produzione francese di Crolles
«Costruire un'alleanza per una strategia comune sul rilancio degli investimenti nei siti di Stmicroelectronics, senza lasciare indietro nessuno, in particolare per la definizione dei fondi sul Chips Act 2.0». A dirlo è Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito democratico in Sicilia e deputato alla Camera, che non nasconde l’ambizione di fare dell’incontro di ieri a Catania il primo passo di un «cartello europeo del centro sinistra».
L’incontro da lui organizzato sul destino del colosso italo-francese dei semiconduttori ha infatti visto la presenza di altri esponenti politici: Leoluca Orlando, europarlamentare dei Verdi e Lidia Adorno, parlamentare regionale del Movimento cinque stelle. Assente invece il segretario siciliano di Alleanza verdi sinistra Pierpaolo Montalto. Ma soprattutto, era presente il deputato Charlies Fournier, membro dell’Assemblea nazionale francese per Europa Ecologia - I verdi e rappresentante come Barbagallo di un territorio che vede in St il principale datore di lavoro: Tours, nel dipartimento della Loira. «Nella nostra città St conta 3200 dipendenti. Ma quando l’azienda ha divulgato il piano di ristrutturazione globale si è vista la potenziale perdita di 1000. Io sono rimasto scioccato, e sono subito andato a trovare i sindacati. Mentre dal governo ho ricevuto come risposta che non c’era nulla da fare». Un quadro che sembra molto diverso da quello di Catania, dove St di dipendenti ne ha 5.400 ma soprattutto sta investendo 3 miliardi (più 2 provenienti proprio dal Chips Act europeo) per il nuovo stabilimento con produzione basata sul carburo di silicio. «Non vogliamo questa concorrenza tra siti produttivi St in Europa», spiega ancora Fournier. Che aggiunge: «Arrivato qui in Sicilia ho invece visto unità sindacale e sostegno della Regione e dei politici di sinistra per portare la voce dei lavoratori non solo davanti al governo nazionale ma oltre. Non possiamo più dipendere come Europa da Usa e Cina».
Le speranze francesi, quindi, sembrano aggrappate a Barbagallo. Che aggiunge: «Alla luce della profonda trasformazione del mercato, con la crisi dell’auto elettrica in Europa, bisogna parlare dei sovvenzionamenti messi a disposizione da parte della Unione Europea e delle possibilità di St di essere protagonista rafforzando gli stabilimenti europei. Si tratta di una sfida difficile, ma non impossibile, coinvolgendo in primo luogo gli Stati italiano e francese».
Alla riunione hanno partecipato: Henri Errico, del sindacato Cgt di Grenoble, e del Comitato aziendale francese di St; Stephane Moreau, Sandrine Arnault e Christophe Mauriac, della Cgt di Tours; Nadia Salhi, Cgt ST France; Boris Di Felice, sindacalista Fiom e segretario del Comitato aziendale europeo di St; Rosy Scollo, segretaria generale della Fiom di Catania e Francesco Furnari, Rsu della St Catania.
