LA NOMINA
Bankitalia, cambio al vertice operativo: Angelini raccoglie il testimone da Signorini. Le ragioni, le regole, gli effetti
Dal passo indietro per motivi personali al riassetto della vigilanza: perché la staffetta al timone operativo di Via Nazionale conta (e cosa cambia davvero)
La scena è quella di un venerdì di fine gennaio, poche ore dopo l’ennesimo dossier tecnico chiuso in Via Nazionale 91: una nota asciutta della Banca d’Italia annuncia che Luigi Federico Signorini lascerà l’incarico di direttore generale il 31 marzo. Nella stessa riunione, in seduta straordinaria, il Consiglio superiore nomina Paolo Angelini nuovo direttore generale e Gian Luca Trequattrini vicedirettore generale. Poche righe, molte implicazioni: dalla guida della vigilanza bancaria al presidio sulle assicurazioni, perché il direttore generale di Bankitalia è anche presidente di IVASS, la “torre di controllo” del comparto assicurativo. Tutto, come da Statuto, “efficace” solo dopo il previsto passaggio formale: il decreto del Presidente della Repubblica, promosso dal Presidente del Consiglio di concerto con il MEF, sentito il Consiglio dei ministri.
Un passaggio di testimone che parla di continuità e di tempi istituzionali
La decisione di Signorini è motivata come scelta personale. Ma arriva in un momento in cui l’Istituto – guidato dal Governatore Fabio Panetta – consolida la propria fisionomia dopo la stagione delle grandi transizioni: dalla normalizzazione monetaria nell’area euro, al riassetto della vigilanza e delle regole su banche e cripto-attività, fino al rafforzamento del presidio macroprudenziale nazionale con il nuovo Comitato per le politiche macroprudenziali. La scansione temporale è chiara: ultima giornata di Signorini il 31 marzo, subentro operativo da aprile per Angelini, una volta completato l’iter del decreto presidenziale. È un percorso scandito dall’articolo 18 dello Statuto: proposta del Governatore, voto del Consiglio superiore in seduta straordinaria, approvazione finale con decreto del Capo dello Stato.
Chi entra in campo: il profilo di Paolo Angelini
Economista, classe 1958, senese, Paolo Angelini è una figura-ponte tra la ricerca economica e la vigilanza. In Banca d’Italia dal 1990, ha diretto la Vigilanza bancaria e finanziaria e dal 2021 è membro del Direttorio come vicedirettore generale. È stato indicato nel Comitato di Basilea (dal 12 ottobre 2021) e siede nel Direttorio integrato di IVASS. Una traiettoria che lo colloca al centro dei grandi dossier degli ultimi anni: dal completamento di Basilea III all’implementazione del MiCAR sulle cripto-attività, fino alla cyber-resilienza del sistema finanziario attraverso il CERTFin. Il profilo del nuovo direttore generale indica una priorità: presidio della stabilità finanziaria, con un occhio alle “frontiere” – digitale, cyber, mercati dei capitali – e uno alla qualità del credito in un ciclo dei tassi che si sta ricalibrando.
Chi affianca il nuovo DG: Trequattrini, un organizzatore di lungo corso
Il nuovo vicedirettore generale, Gian Luca Trequattrini, è un “interno” di lunghissima data: in Istituto dal 1986, è stato Segretario del Direttorio dal 5 febbraio 2024. Il suo profilo è quello di un coordinatore istituzionale: cura gli affari del Direttorio, coadiuva Governatore e Direttore generale nelle politiche organizzative, presiede la commissione istruttoria per i contributi ed erogazioni liberali ed è responsabile per l’etica, la prevenzione della corruzione e la trasparenza. Una scelta che parla di continuità organizzativa e di tenuta dei processi interni, essenziale mentre proseguono i progetti su cybersicurezza, pagamenti, educazione finanziaria e riorganizzazione territoriale.
Perché la staffetta conta: il ruolo del direttore generale di Bankitalia
Nell’architettura di Via Nazionale, il Direttore generale è molto più di un “numero due”. È componente del Direttorio insieme al Governatore e ai tre Vicedirettori generali; partecipa alle decisioni con rilevanza esterna con cui la Banca esercita funzioni pubbliche; rappresenta l’Istituto in consessi tecnici e, soprattutto, presiede l’IVASS. Ciò significa che il nuovo DG siederà al tavolo dove si definiscono indirizzi cruciali per la stabilità del sistema: dalla vigilanza su gruppi bancari e intermediari, alla supervisione assicurativa e ai profili macroprudenziali che richiedono un coordinamento stretto con Consob e Covip. Un ruolo “cerniera” che in Italia, per ragioni storiche e regolamentari, intreccia banche e assicurazioni in un’unica catena di sorveglianza. In termini procedurali, la nomina del DG e dei Vicedirettori è attribuita al Consiglio superiore, su proposta del Governatore, ma diventa efficace solo con il decreto del Presidente della Repubblica, promosso dal Presidente del Consiglio di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. È un sistema di contrappesi che garantisce autonomia tecnica e controllo di legalità istituzionale.