l’anniversario
Confindustria compie 100 anni, Busi: «Fare impresa qui rimane una sfida»
L’associazione organizza 12 mesi di appuntamenti: s’inizia il 3 febbraio
L’industria a Catania ha una storia complessa, segnata da fasi di grande sviluppo e periodi di crisi. Originariamente legata all’estrazione e alla raffinazione dello zolfo, la città ha poi diversificato le sue attività, investendo in elettronica, farmaceutica e chimica. Tuttavia, ha anche vissuto momenti di declino, soprattutto durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale. Nel XIX secolo la Sicilia era il maggior produttore mondiale di zolfo e Catania ne era il più importante centro di raffinazione e commercializzazione. Grazie a questo, derivati compresi (soprattutto acido solforico), la città si industrializzò.
Nei decenni successivi si svilupparono attività artigianali e industriali: dalla produzione di seta a quella della birra, dai prodotti agricoli alla liquirizia, dai tessuti all’edilizia. Dopo le immani distruzioni della guerra, seguì la rinascita con l’arrivo di compagnie straniere e lo sviluppo di piccole e medie imprese che consentirono a Catania di affermarsi in settori come microelettronica, meccanica, chimico-farmaceutica, agro-alimentare, commercio, edilizia e opere pubbliche.
Con l’evolversi dell’industria si sviluppa anche la storia di Confindustria, che quest’anno celebra cento anni. Il 26 settembre 1926 nacque l’Unione industriale fascista della provincia di Catania e Siracusa, anche se la costituzione vera risale al 13 gennaio 1926. Primo Presidente fu Carlo Saraw, anziano industriale del comparto solfifero, titolare della Ferdinand Baller, esponente illuminato dell’imprenditoria europea che dopo l’Unità d’Italia aveva avuto un ruolo da protagonista nella città e nell’Isola. I primi anni dell’Associazione dal 1926 al 1943 furono travagliati: l’Unione si trovò a dover affrontare una fase complicata e laboriosa, poiché mancava, nella gran parte degli industriali locali, il senso dell’appartenenza a una categoria, indispensabile premessa per instaurare rapporti di solidarietà e mutualità tra i suoi componenti.
Un secolo dopo Confindustria è divenuta influente e autorevole: associa oltre 750 imprese che occupano 26mila addetti, generano un quarto del Pil della Sicilia e, per la prima volta, è guidata da una donna: Maria Cristina Busi Ferruzzi, imprenditrice attiva in Sicilia fin dagli anni Sessanta, citata dalla rivista Forbes fra le prime 100 donne italiane di successo e a capo della Sibeg e della Sibat, due aziende storiche del settore agro-alimentare. «È un traguardo importante, certamente, ma non era affatto scontato poterci arrivare», dice. «Una longevità che dimostra forza, resilienza, capacità di fare comprendere il valore dell’associazione, della mutualità, della solidarietà». «Qui non siamo in Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia o Veneto, ma in una realtà sfidante: ci sono magnificenze, ma anche contraddittorietà e paradossi. Qui fare impresa e stare sul mercato è ogni giorno una prova difficile. Certo il contesto è via via migliorato, ma c’è ancora molta strada da fare». Un secolo di vita, dunque, che Confindustria si appresta a celebrare con una serie di eventi per tutto l’anno. Il primo sarà il concerto di Andrea Griminelli, tra i flautisti più autorevoli della scena internazionale, che si svolgerà in piazza Duomo il 3 febbraio, in occasione delle giornate clou delle celebrazioni di Sant’Agata. «Apriamo il Centenario con un evento significativo – spiega Busi – condividere con la comunità un momento di grande valore artistico e spirituale, nel contesto di una festa che appartiene a tutti i catanesi e che racconta Catania al mondo. La nostra idea è stata apprezzata dall’arcivescovo e dal sindaco». Un primo appuntamento nel segno del dialogo tra impresa, territorio e tradizione cui ne seguiranno molti altri. «Il secondo, dopo Pasqua, sarà la presentazione del libro dei cento anni, con tutte le nostre aziende, non solo quelle centenarie. Questo sarà il riconoscimento della fatica, dell’inventiva e della genialità dei nostri imprenditori che sono leader del mondo».