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Criptovalute, la “scheda anti-raggiro” e le 6 mosse delle Authority Ue per evitare truffe e false promesse e che tutti dovremmo salvare sul telefono

Un vademecum operativo in sei mosse per non farsi derubare online. E, se il danno è fatto, i passi da compiere subito per limitare le perdite e aiutare le indagini

03 Febbraio 2026, 22:29

Cripto, truffe e false promesse: la “scheda anti-raggiro” delle Authority Ue che tutti dovremmo salvare sul telefono

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La chat lampeggia sullo schermo: un presunto addetto dell’exchange “con badge blu” ti segnala una “anomalia urgente” sul wallet. “Per sbloccare i fondi clicca qui e inserisci la tua seed phrase. Hai solo 10 minuti.” Nel frattempo, su YouTube un “esperto” in giacca e cravatta illustra un software di trading con intelligenza artificiale capace di “battere il mercato” con rendimenti del 15% al mese. Bastano pochi tap per trasformare lo smartphone nella porta d’ingresso della truffa. È esattamente questo il terreno su cui le tre Autorità europee di vigilanzaEBA, ESMA ed EIOPA — hanno deciso di muoversi in modo coordinato, pubblicando due “factsheet” pensati per il grande pubblico: una guida sintetica a riconoscere, prevenire e gestire le frodi in cripto-asset e le truffe finanziarie online, con un’attenzione specifica all’uso sempre più spregiudicato dell’IA da parte dei criminali.

Gli organismi Ue non si limitano agli avvertimenti generici: mettono in fila sei consigli pratici — facili da memorizzare — e una checklist d’emergenza da seguire alla lettera nel caso in cui si finisca nel mirino. È un intervento che arriva mentre i numeri raccontano una realtà scomoda: nel 2025 i proventi stimati delle truffe crypto hanno toccato un nuovo massimo, fino a circa 17 miliardi di dollari, spinti da una crescita a quattro cifre dei raggiri per impersonation e dall’impiego sistematico di strumenti AI per clonare voci, volti e siti web.

La combinazione di accessibilità globale, transazioni irreversibili, anonimato e ritmi h24 rende i cripto-asset un bersaglio privilegiato per i truffatori. La fotografia delle Autorità europee è chiara: le campagne di phishing, i rug pull e gli schemi Ponzi si mescolano a finte offerte “double-your-crypto”, deepfake di personaggi noti e QR code malevoli. La pressione psicologica — la finta scadenza, l’allarme sicurezza, l’occasione irripetibile — è parte del copione.

Sul fronte regolamentare, l’Europa ha alzato l’asticella con il Regolamento MiCA: entrato in vigore nel giugno 2023, sta completando la sua fase di attuazione con registri e standard tecnici, mentre diversi Stati membri — Spagna inclusa — hanno esteso i periodi transitori fino a luglio 2026 per l’adeguamento dei Crypto Asset Service Provider. Per i consumatori significa maggiore chiarezza su chi è autorizzato e chi no, ma anche la consapevolezza che nessuna cornice normativa può azzerare il rischio di truffe.

I sei consigli chiave delle Authority Ue: la regola del “fermati, verifica, proteggi”

Le Autorità europee condensano la prevenzione in sei azioni di base. Sono semplici, ma vanno applicate con disciplina.

  1. Fermati e rifletti. La fretta è l’arma preferita dei truffatori. Prenditi il tempo di valutare, specialmente se l’offerta preme su una decisione “entro pochi minuti” o promette rendimenti “garantiti”. Se c’è anche solo un dubbio, non agire.
  2. Controlla la fonte. Verifica l’origine di email, chiamate, messaggi e profili social: guarda con attenzione URL (occhio alle varianti con una sola lettera diversa), HTTPS, errori grammaticali, spunte di verifica. Non cliccare link non richiesti, non scansionare QR code sconosciuti, installa app solo da store ufficiali. E soprattutto: se qualcuno si qualifica come intermediario, cerca in autonomia se è autorizzato consultando i registri dell’ESMA e della tua autorità nazionale.
  3. Non condividere mai password, chiavi private o seed phrase. Nessun operatore legittimo te le chiederà via email, sms o telefono. Chi le ottiene controlla i tuoi asset. Punto.
  4. Proteggi dispositivi e chiavi. Usa password robuste e uniche, attiva l’autenticazione a più fattori, aggiorna sistemi e antivirus. Minimizza le superfici d’attacco.
  5. Diffida delle offerte inaspettate e dei “rendimenti stellari”. Se sembra “troppo bello per essere vero”, lo è. Promesse di guadagni elevati e sicuri sono una red flag immediata.
  6. Pensa prima di condividere. Post, foto e messaggi nei gruppi e sui social rivelano abitudini, orari, preferenze, piattaforme usate: un tesoro per chi orchestra attacchi mirati. Limita i dettagli su asset posseduti e operazioni in corso.

Queste sei mosse si affiancano a un set di “segnali d’allarme” ricorrenti: richieste di pagamenti con metodi non tracciabili (gift card, bonifici esteri, crypto su indirizzi ignoti), file .exe/.scr/.zip o documenti Office con macro, loghi “quasi uguali”, siti senza contatti verificabili o con “storia aziendale” fumosa. Sono pattern che tornano in quasi ogni frode. Imparare a riconoscerli dimezza il rischio.

Se sei già caduto nella trappola: la checklist per limitare i danni

Le Authority Ue non si fermano alla prevenzione: in quattro minuti si può passare da “ho un sospetto” a “ho bloccato la fuga di fondi”. Ecco la sequenza suggerita.

  1. Interrompi le transazioni e tronca i contatti. Taglia il flusso di denaro verso indirizzi sospetti, blocca mittenti e canali di contatto. Ogni minuto conta quando le transazioni sono irreversibili.
  2. Cambia tutte le password. Non solo quella dell’account colpito: i criminali comprano elenchi di credenziali e provano il riutilizzo su più servizi. Aggiorna ovunque, abilita 2FA.
  3. Disconnetti e revoca gli accessi ai contratti intelligenti. Rivedi le approvazioni del wallet e usa strumenti di permission checker e revoke offerti da wallet e blockchain explorer: è il passo più sottovalutato, ma spesso decisivo per impedire ulteriori prelievi non autorizzati.
  4. Sposta i fondi residui su un nuovo wallet sicuro. Se temi che le chiavi siano compromesse, apri un canale fresco e trasferisci immediatamente ciò che resta.
  5. Contatta il tuo provider con canali ufficiali. Anche quando il rimborso on-chain è impossibile, la piattaforma può congelare account del truffatore, blacklistare indirizzi e cooperare con le autorità.
  6. Denuncia e avvisa la tua rete. Presenta segnalazione a polizia e autorità di vigilanza nazionali; avvisa amici e familiari per evitare nuove vittime. Attenzione anche alla truffa del “recovery”: chi si offre di recuperare i fondi in cambio di una fee — spesso fingendosi autorità — è con tutta probabilità lo stesso truffatore che ci riprova.

MiCA e trasparenza: cosa cambia per i risparmiatori europei

Il Regolamento MiCA non è una panacea, ma innalza la trasparenza: introduce regole comuni su white paper, autorizzazioni e vigilanza per emittenti e fornitori di servizi, e prevede un registro centrale tenuto da ESMA per white paper, CASP autorizzati e soggetti non conformi. Un “interim register” è già operativo e l’integrazione completa nei sistemi IT dell’Autorità è attesa entro la metà del 2026. Per i cittadini, il primo passo di difesa è banale ma spesso ignorato: verificare che piattaforme e operatori compaiano nei registri e nelle liste di avvertenza delle autorità nazionali.

Attenzione però ai dettagli temporali: alcuni Paesi — fra cui la Spagna — hanno esteso il periodo transitorio fino a luglio 2026, consentendo agli operatori già attivi prima del gennaio 2025 di continuare a offrire servizi mentre completano l’iter MiCA. Questo può creare un ambiente “ibrido” in cui convivono operatori pienamente autorizzati e soggetti ancora in transizione: un motivo in più per controllare con cura licenze e disclaimer.

Dalla teoria alla pratica: come applicare i sei consigli in quattro situazioni tipiche

  1. Messaggio “security alert” dall’exchange. Regola aurea: non cliccare. Apri l’app o il sito digitando tu l’URL; verifica nella sezione notifiche se esiste davvero l’allerta. Se il messaggio chiede la seed phrase, è truffa al 100%. Applica i punti 1), 2) e 3).
  2. Offerta su Telegram/WhatsApp con “rendimenti garantiti”. Chiedi il numero di autorizzazione e riscontri oggettivi. Controlla registri ESMA e autorità nazionali; se l’interlocutore si irrita o rilancia con urgenza, interrompi subito. Applica 2) e 5).
  3. “Tech support” che chiede di condividere lo schermo o installare un’app. Anche se il logo è perfetto, non cedere. Il supporto legittimo non chiede password, chiaviseed. Applica 2), 3) e 4).
  4. “Giveaway” su X/YouTube/TikTok con celebrity. I deepfake sono convincenti: verifica l’account ufficiale, controlla gli URL di destinazione, cerca smentite pubbliche. In dubbio? Non inviare denaro. Applica 2) e 6).