inflazione
Si spende di più e si compra di meno: che cosa dicono i dati Ista sui consumi
Nel 2025 si è speso di più per comprare meno: vendite in valore +0,8% ma volumi -0,6%, alimentari più cari e buste più leggere, discount ed e‑commerce in crescita, piccoli negozi in crisi.
Nel 2025 i consumatori hanno speso di più portando a casa quantità inferiori.
Nel complesso, le vendite al dettaglio sono salite dello 0,8% a valori correnti, mentre i volumi sono diminuiti dello 0,6%.
La dinamica è particolarmente evidente nell’alimentare: a fronte di un incremento del 2% in valore, i carrelli si sono alleggeriti dello 0,8% in quantità.
In linea con l’andamento demografico di fine anno e con la priorità data ai bisogni essenziali, su base tendenziale crescono le vendite in valore dei prodotti farmaceutici (+4,6%) e si riducono quelle dei giocattoli (-2,2%).
A dicembre 2025, segnala l’Istat, il commercio al dettaglio ha registrato rispetto a novembre una contrazione sia in valore (-0,8%) sia in volume (-0,9%).
La flessione ha interessato tanto i beni alimentari (-0,9% in valore e -1,2% in volume) quanto i non alimentari (-0,7% e -0,8% rispettivamente).
Su base annua, nello stesso mese, si osserva un progresso dello 0,9% in valore e un calo dello 0,2% in quantità: l’alimentare cresce in valore (+1,7%) ma arretra in volume (-0,6%), mentre il non alimentare risulta in lieve aumento sia in valore (+0,3%) sia in volume (+0,1%).
Tra i segmenti non alimentari, gli incrementi più marcati riguardano i prodotti farmaceutici (+4,6%) e quelli di profumeria e cura della persona (+3,8%); le flessioni più accentuate si registrano per utensileria per la casa e ferramenta (-3,4%), calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-3,3%) e giocattoli (-2,2%).
Guardando all’intero anno e alle diverse forme distributive, si evidenzia un aumento del giro d’affari nella grande distribuzione (+1,9%), trainata in particolare dai discount alimentari (+3,2%), e nel commercio elettronico (+2,9%).
In controtendenza i piccoli esercizi, in lieve diminuzione (-0,5%), così come le vendite effettuate fuori dai negozi (-0,6%).
Le associazioni di categoria definiscono il 2025 un anno “difficile” per il dettaglio, con le imprese su piccole superfici ancora in sofferenza: secondo Confesercenti hanno perso circa l’11% del fatturato in volume rispetto al 2022.
Per Confcommercio occorre colmare il divario con la grande distribuzione nelle performance di vendita, “se non si vuole proseguire con il processo di desertificazione commerciale” che interessa le principali città italiane.
Le organizzazioni dei consumatori denunciano il rincaro dei prezzi e segnalano che le famiglie si rivolgono sempre più spesso ai discount per far quadrare i conti.
Il Codacons stima una perdita complessiva di circa 5,1 miliardi nei volumi di vendita, pari a minori consumi per 198 euro a nucleo. (ANSA)