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Rivoluzione Stellantis: 22,2 miliardi di oneri per l'elettrico, dividendo sospeso e titolo in picchiata

Fermi di produzione a Cassino e Piedimonte. Si punta a tornare all'utile e a generare flussi di cassa positivi entro il 2027

06 Febbraio 2026, 10:41

Rivoluzione Stellantis: 22,2 miliardi di oneri per l'elettrico, dividendo sospeso e titolo in picchiata

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Stellantis ha annunciato, in vista della diffusione dei risultati dell’intero esercizio, oneri per circa 22,2 miliardi di euro nel 2025. È il costo del riposizionamento del gruppo sull’elettrico: la nuova strategia ha comportato la cancellazione di modelli e programmi privi di prospettive di redditività. L’obiettivo, spiega la società, è “soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole”. I risultati finanziari preliminari del secondo semestre 2025 indicano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale; tuttavia, in ragione della perdita netta dell’anno, non verranno distribuiti dividendi. Per il quarto trimestre 2025, Stellantis stima consegne consolidate pari a 1,5 milioni di unità, in aumento del 9% su base annua. A trainare l’espansione è il Nord America, con consegne in crescita del 43%; progressi si registrano anche in Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina e India e nell’Asia-Pacifico. Questo andamento è stato parzialmente compensato da un calo nell’Europa allargata: 26 mila unità in meno, pari a un -4% annuo, per l’effetto combinato della contrazione del mercato dei veicoli commerciali leggeri e delle pressioni competitive. Per il 2026, il gruppo prevede un incremento dei ricavi netti, del margine AOI e della generazione di cassa, con un profilo in miglioramento dal primo al secondo semestre. In particolare, è atteso un aumento percentuale dei ricavi a una cifra media, una crescita dell’utile operativo rettificato a una cifra bassa — che include 1,6 miliardi di spese tariffarie nette, rispetto a 1,2 miliardi nel 2025 — e un miglioramento del free cash flow industriale, nonostante nel 2026 sia previsto il pagamento di 2 miliardi di oneri riferiti al secondo semestre 2025. Per il 2027, la società stima un free cash flow industriale positivo. La reazione dei mercati è stata immediata. Il titolo Stellantis è precipitato in Borsa sulla scia del cambio di strategia, che comporta 22 miliardi di euro di oneri di ristrutturazione, la sospensione del dividendo e l’emissione di 5 miliardi di obbligazioni subordinate/ibridi perpetui non convertibili.

In apertura di seduta, il titolo non è riuscito a fare prezzo a Piazza Affari, con un ribasso teorico dell’11,8%; successivamente ha ceduto il 19% a 6,61 euro, bruciando oltre 4 miliardi di capitalizzazione.

Sul fronte industriale, lo stabilimento Stellantis Cassino Plant ha prorogato la chiusura degli impianti, comunicando ai sindacati che le attività di Lastratura e Verniciatura riprenderanno a pieno regime solo dal 16 febbraio, mentre il Montaggio ripartirà il 18 febbraio.

L’impianto di Piedimonte San Germano, nel sud della provincia di Frosinone, è fermo dal 30 gennaio per l’assenza di ordini su Alfa Romeo Giulia e Stelvio e sulla Maserati Grecale prodotte in sito. Il blocco doveva inizialmente durare una sola settimana, con ripresa prevista per il lunedì successivo.

Secondo Uilm-Uil, nel 2026 si potrebbe superare il record negativo del 2025, quando i giorni di fermo sono stati superiori a quelli lavorati, scendendo sotto le 85 giornate di produzione effettiva.