FINANZA
Bitcoin in caduta libera: toccati i 60mila dollari, è allarme "inverno cripto"
La criptovaluta precipita al minimo da oltre un anno, poi recupera parzialmente. Gli esperti: "Liquidazioni record non viste dal crac FTX"
Il mercato delle criptovalute attraversa ore drammatiche. Nella notte il Bitcoin è crollato fino a 60.000 dollari, il livello più basso da oltre un anno, per poi recuperare parzialmente nel pomeriggio attestandosi a 67.200 dollari, con un rimbalzo del 7%.
Crollo senza precedenti
"Liquidazioni di posizioni di questa portata non si vedevano da anni", avverte Denis Oevermann, analista di Bitcoin Suisse. L'esperto spiega che il movimento al ribasso ha preso forza dalla fine della scorsa settimana, innescato da una serie di notizie negative: dalla nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve ai massicci deflussi dagli ETF su Bitcoin, fino alle estese liquidazioni di posizioni long con leva finanziaria.
"Abbiamo visto singoli giorni di trading in cui posizioni con leva di diversi miliardi di dollari sono state liquidate", spiega Oevermann. "Liquidazioni regolari di tali dimensioni non le vedevamo da circa tre anni e mezzo, dal fallimento della borsa FTX".
Fino a dove può scendere?
La domanda che ossessiona gli investitori riguarda il fondo di questo crollo. Secondo l'analista, il Bitcoin ha già rotto diversi livelli di supporto chiave, inclusa la soglia psicologica dei 75.000 dollari che aveva resistito lo scorso aprile. "Penso che stiamo vedendo un forte supporto nell'area dei 60.000 dollari", afferma, ma non esclude scenari peggiori: "Nel worst case sarebbe possibile un crollo fino a 42.000 dollari".
È tornato l'inverno cripto?
Nonostante il massimo storico di 126.000 dollari toccato nell'ottobre scorso, il Bitcoin è attualmente in calo del 28% da inizio anno e del 46% dai picchi autunnali. "La criptovaluta è stata una delle poche classi di attivi a chiudere il 2025 in negativo", osserva Oevermann. "Potremmo quindi già parlare di un inverno crittografico dalla seconda metà del 2025".
L'esperto, tuttavia, mantiene un cauto ottimismo: "Vedo la situazione piuttosto come una primavera che ci aspetta". Per una ripresa sostenuta servirebbero segnali economici positivi dagli Stati Uniti, in particolare su inflazione e mercato del lavoro, oltre a sviluppi favorevoli sul fronte normativo e tecnologico, come progressi nel campo dei computer quantistici.
La volatilità estrema delle ultime ore ha riacceso il timore di una "spirale della morte", un effetto domino in cui le liquidazioni forzate alimentano ulteriori crolli. Per ora, il rimbalzo pomeridiano offre una tregua agli investitori, ma l'incertezza resta altissima.