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Attualità

Ragusa esclusa dall'autorità di sistema portuale: a rischio sviluppo e lavoro a Pozzallo

La federazione iblea di Sinistra Italiana e il circolo della città marittima prendono posizione su una questione complessa da sanare

09 Febbraio 2026, 00:53

Porto di Pozzallo sempre più in crescita, Fita Cna: "Ora fondamentali le scelte infrastrutturali per supportarlo"

Una vista panoramica del porto di Pozzallo

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L’estromissione della provincia di Ragusa dall’Autorità di Sistema Portuale non è un tecnicismo né una mera questione di rappresentanza formale. È una scelta che pesa direttamente sulle prospettive di crescita di un’area che, negli ultimi decenni, ha costruito parte della propria identità economica sulla capacità di connettere entroterra e mare, produzione e catene logistiche, industria e commercio.

La nota diffusa da Sinistra Italiana – Federazione di Ragusa e dal Circolo di Pozzallo mette a fuoco un punto dirimente: non si tratta di rivendicare una poltrona, ma di garantire che la provincia sieda nel luogo in cui si definiscono le strategie per il suo porto, le sue imprese e il suo futuro.

Il porto non è un’infrastruttura isolata né un semplice approdo. È il fulcro di un sistema integrato che comprende trasporti, logistica, retroporto, aree industriali, concessioni demaniali e intermodalità. È nelle stanze dell’Autorità di Sistema Portuale che si stabiliscono le linee guida per la gestione delle merci, il crocierismo, l’assegnazione degli spazi ai privati, la progettazione delle aree di stoccaggio e di lavorazione. È lì che si decide come e quanto uno scalo può crescere.

Per questo, sostengono le forze politiche che hanno lanciato l’allarme, la provincia di Ragusa non può restare spettatrice.

Il porto di Pozzallo, con la sua piattaforma logistica e l’agglomerato industriale adiacente, rappresenta una delle poche opere realmente strategiche del Sud-Est dell’isola. Le statistiche confermano un trend positivo, con ampi margini di espansione soprattutto nei comparti agroalimentare, commerciale e industriale.

Privare il territorio di una presenza competente all’interno dell’AdSP significa, di fatto, ridurne la capacità di incidere sulle scelte che lo riguardano. Vuol dire lasciare che altri decidano per Ragusa e accettare che un’infrastruttura fondamentale sia gestita senza una voce locale in grado di orientarne la programmazione.

La nota invoca apertamente una vertenza politico-sociale che coinvolga lavoratori, imprese, associazioni e amministratori. Perché il porto non è un affare per pochi: è un bene collettivo, un motore di sviluppo capace di determinare il destino economico di un’intera provincia.

In caso contrario, il rischio è quello di vedere affievolirsi quel dinamismo che per anni ha fatto definire Ragusa un “isola nell’isola”: un territorio capace di crescere, innovare, competere. Sen­za una presenza nell’Autorità di Sistema Portuale, quella spinta rischia di rallentare, se non di spegnersi.