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Dalle coccole alle cure: lo Stato aiuta con un bonus chi ha un animale domestico

I requisiti per richiederlo, quanto vale e come fare domanda all’Inps

09 Febbraio 2026, 15:39

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Gli animali domestici in Italia non sono più solo “componenti della famiglia” nella retorica: lo diventano anche nei conti pubblici. Con l’entrata in vigore delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2024 e la definitiva attuazione concordata tra Stato e Regioni, sul tavolo di migliaia di proprietari di cani, gatti e altri animali da compagnia c’è un aiuto concreto per le spese veterinarie.

La normativa – operativa fino al 31 dicembre 2026 – prevede due strumenti principali: un contributo diretto dedicato soprattutto agli over 65 con reddito basso, e una detrazione fiscale per le spese veterinarie accessibile a un’ampia platea di contribuenti.

Un aiuto per chi ha più di 65 anni

Il cuore della misura è un bonus erogato su base regionale per sostenere le spese veterinarie ai proprietari di animali da compagnia che hanno compiuto 65 anni e possiedono un ISEE non superiore a 16.215 euro.

Le Regioni, sulla base dei fondi messi a disposizione dal governo (circa 750.000 euro divisi su tre anni), definiscono modalità, importi e tempi per la presentazione delle domande. L’importo totale riconosciuto – in genere tra 200 e 300 euro all’anno a contributo – può variare a seconda della capacità gestionale locale e dei fondi disponibili.

L’agevolazione, come sottolineano fonti istituzionali, è rivolta esclusivamente agli animali legalmente detenuti e registrati presso l’Anagrafe degli animali d’affezione (SINAC) o analoghi registri regionali: requisito indispensabile per la tracciabilità dell’animale e per l’accesso al bonus.

La domanda va presentata alla Regione di residenza, con la documentazione delle spese veterinarie sostenute e l’attestazione ISEE: la valutazione avviene in ordine cronologico e i fondi sono assegnati fino a esaurimento.

Una detrazione per tutti i proprietari di animali

Parallelamente al bonus per gli anziani, la legge riconferma per il 2026 anche una detrazione fiscale del 19% sulle spese veterinarie sostenute per cani, gatti e altri animali da compagnia.

Questa agevolazione si applica in dichiarazione dei redditi e riguarda visite, esami, interventi chirurgici e medicinali prescritti: non comprende alimenti, accessori o altri servizi non sanitari.

La detrazione si calcola su una franchigia di 129,11 euro, con un limite di spesa massimo di 550 euro: in pratica, è possibile recuperare una parte della spesa sostenuta per la salute del proprio animale domestico attraverso il modello fiscale.

Piccolo ma significativo

Nonostante gli stanziamenti non siano enormi rispetto all’ampiezza del fenomeno (in Italia si contano milioni di cani e gatti nelle famiglie), l’introduzione del bonus rappresenta un riconoscimento ufficiale del ruolo sociale ed economico degli animali da compagnia.

Le associazioni animaliste e gli operatori del settore accolgono con favore la misura, pur sottolineando la necessità di ampliamenti futuri, soprattutto per la platea dei proprietari con redditi medio-bassi che oggi restano esclusi dal contributo diretto.

In un Paese in cui la spesa per la cura dei pet incide sempre più sui bilanci familiari, il bonus animali domestici 2026 vuole essere un primo passo verso un welfare animale più strutturato e attento alle esigenze di chi, quotidianamente, investe tempo e risorse nel benessere dei propri compagni a quattro zampe.