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il parere

Favignana dice no al più grande parco eolico del Mediterraneo. «Altera irreversibilmente un territorio unico»

L’amministrazione ha trasmesso il proprio parere al ministero dell’Ambiente, chiedendo che le criticità vengano recepite

10 Febbraio 2026, 22:02

eolico

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Il Comune di Favignana (Trapani), nelle isole Egadi, ha ufficializzato la propria contrarietà al progetto del maxi impianto eolico offshore “Med Wind”, articolato in quattro lotti — Scirocco, Tramontana, Grecale e Maestrale — proposto da Renexia Spa.

Il programma prevede l’installazione di 190 aerogeneratori alti circa 327,5 metri, di tipo galleggiante e non fissati al fondale, distribuiti su oltre 945 chilometri quadrati. Pur collocate a decine di chilometri dalla costa, le turbine sarebbero visibili da varie aree del Marsalese, dalle alture di Erice, dal castello di Santa Caterina a Favignana e da ulteriori zone collinari.

Non siamo contrari alle energie rinnovabili — spiega il Comune di Favignana — ma non possiamo permettere che un’infrastruttura di queste dimensioni alteri irreversibilmente un territorio fragile e unico, patrimonio di paesaggio, biodiversità e identità culturale”.

L’amministrazione ha trasmesso il proprio parere al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, chiedendo che le criticità vengano pienamente valutate e recepite nell’iter autorizzativo.

Secondo il Comune, l’intervento produrrebbe effetti strutturali non mitigabili: dall’impatto paesaggistico alla pressione sugli ecosistemi marini e sulla fauna, fino agli effetti cumulativi su traffico navale e attività di pesca. Inoltre, le isole continuerebbero a dipendere da una centrale a gasolio, mentre l’energia generata non sarebbe fruibile in loco, determinando un evidente squilibrio tra costi ambientali e benefici concreti.

Anche il comitato “No eolico off-shore alle Isole Egadi”, che ha raccolto circa mille firme a sostegno di una petizione pubblica, ha depositato un pacchetto di osservazioni dettagliate al ministero dell’Ambiente e alla Capitaneria di Porto di Trapani. Il coordinatore, Diego Gandolfo, denuncia la sottostima dell’impatto visivo, fondato su assunzioni teoriche, e richiama l’attenzione sulle ripercussioni per la pesca e per la fauna marina, ricordando che il Canale di Sicilia è una rotta cruciale per cetacei e altre specie, con il rischio di inquinamento acustico sia in superficie sia in profondità.

Le osservazioni riguardano anche il rispetto della normativa europea che impone la tutela della biodiversità, della navigazione e della pesca professionale, parametri cui dovrebbero allinearsi i piani di gestione dello spazio marittimo. Comune e comitato sollecitano le autorità competenti a respingere il progetto nella sua forma attuale, ribadendo l’esigenza di soluzioni energetiche più sostenibili e coerenti con la fragilità e l’unicità del territorio, in coerenza con il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc) delle Egadi.