ENERGIA
Bonus luce 2026: 315 milioni per un contributo straordinario da 90 euro. Ecco chi lo riceverà e come funziona davvero
Un sostegno mirato alle famiglie in difficoltà: arriva il nuovo contributo sulla materia prima energia per i titolari del bonus sociale elettrico. Cosa prevede la bozza del decreto, i tempi delle decisioni di ARERA e le regole pratiche per non perdere l’aiuto.
Un sostegno mirato alle famiglie in difficoltà: arriva il nuovo contributo sulla materia prima energia per i titolari del bonus sociale elettrico. Cosa prevede la bozza del decreto, i tempi delle decisioni di ARERA e le regole pratiche per non perdere l’aiuto.
C’è una cifra che attraversa silenziosa i contatori italiani, più eloquente di molti slogan: 90 euro. È l’importo del nuovo contributo straordinario sulla componente “materia prima energia” che, secondo la bozza del cosiddetto “decreto bollette”, arriverà nel 2026 ai titolari del bonus sociale per l’energia elettrica. Una misura semplice nella forma ma cruciale nella sostanza, perché si inserisce in un puzzle di agevolazioni che negli ultimi due anni ha cambiato spesso geometria. Il tassello in più, stavolta, è una dote da 315 milioni di euro e un calendario serrato: sarà l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – ARERA a definire le modalità operative entro una data precisa, il 28 febbraio 2026. La domanda, per le famiglie, è una sola: chi avrà diritto al contributo, e cosa deve fare per averlo davvero in bolletta?
Cosa prevede la bozza: 315 milioni per un contributo “una tantum” da 90 euro
La bozza del decreto, attesa in Consiglio dei ministri la prossima settimana, stanzia 315 milioni di euro per il 2026 da destinare ai nuclei che già beneficiano del bonus sociale elettrico. Il meccanismo è lineare: ARERA emanerà una delibera per riconoscere un contributo straordinario di 90 euro sulla componente della “materia prima energia”, accreditato direttamente in fattura ai titolari del bonus sociale. Non si tratta, dunque, di un nuovo bonus a domanda, ma di un’integrazione “mirata” a una platea già individuata dal sistema dei bonus sociali. La stessa bozza affida inoltre all’Autorità ulteriori interventi sul fronte gas per le imprese con consumi annui superiori a 80.000 Smc, segno che il pacchetto complessivo prova a tenere insieme famiglie vulnerabili e tessuto produttivo.
Perché è importante: il contesto 2025-2026 e il “filo rosso” della tutela
Nel 2025 il governo ha varato un contributo straordinario da 200 euro per allargare temporaneamente la protezione anche a famiglie con ISEE fino a 25.000 euro. Quel sostegno, nato con il decreto-legge 19/2025 e reso operativo da specifiche delibere ARERA, è stato erogato in bolletta con un calendario definito e procedure automatiche collaudate, attraverso il flusso dati tra INPS e Sistema Informativo Integrato – SII gestito da Acquirente Unico. Quel precedente è cruciale: indica la traiettoria tecnica e amministrativa con cui potrebbe essere gestito anche il nuovo contributo da 90 euro nel 2026, se confermato in via definitiva.
Chi rientra nella platea: i titolari del bonus sociale elettrico
Il perimetro dei beneficiari non nasce ora. I titolari del bonus sociale per disagio economico sono famiglie che, presentando la DSU all’INPS e ottenendo l’ISEE entro determinate soglie, ricevono in automatico uno sconto strutturale in bolletta per 12 mesi. Dal 1° gennaio 2026, la soglia ISEE minima per accedere al bonus sociale ordinario è stata aggiornata a 9.796 euro (da 9.530), mentre resta 20.000 euro per i nuclei con almeno 4 figli a carico: è un adeguamento triennale all’inflazione introdotto da ARERA tra i primi atti del nuovo Collegio. Chi rientra in questi parametri e ha un’utenza elettrica domestica attiva, riceve il bonus in modo automatico e, se la misura sarà confermata, anche l’incremento una tantum da 90 euro sulla “materia prima energia”.
Come funziona in pratica: niente richieste al fornitore, serve un ISEE aggiornato
Il sistema dei bonus sociali è costruito per funzionare “a sportello digitale”. In sintesi:
- Il cittadino presenta la DSU per l’ISEE all’INPS.
- INPS trasmette periodicamente al SII l’elenco delle famiglie con ISEE entro le soglie previste.
- Il SII (Acquirente Unico) incrocia i dati con le intestazioni delle forniture e notifica a venditori e distributori l’elenco dei punti da agevolare, indicando periodo e misura.
- Il provider applica lo sconto in bolletta, solitamente entro qualche mese dall’elaborazione dell’ISEE.
È lo stesso circuito che nel 2025 ha consentito a ARERA di attivare con puntualità il contributo straordinario da 200 euro, prevedendo finestre di erogazione e un “trimestre rolling” per gestire la chiusura dello sconto. Per il 2026, la bozza affida all’Autorità il compito di definire i dettagli operativi entro la fine di febbraio: una cornice temporale che, se rispettata, lascia verosimilmente tempo per l’attivazione già dalle bollette primaverili, come avvenuto lo scorso anno. Resta un punto fermo: senza ISEE aggiornato, il sistema non “vede” il diritto allo sconto e non può applicarlo.
Attenzione alle differenze: bonus sociale ordinario e contributi “una tantum”
È facile confondersi tra provvedimenti diversi. Il bonus sociale ordinario è uno sconto ricorrente, legato alla condizione economica e applicato per 12 mesi; i contributi straordinari (come i 200 euro del 2025 o i 90 euro ora in bozza per il 2026) sono integrazioni “una tantum” decise dal legislatore e attuate da ARERA con delibere ad hoc. Cambiano durate, platee e importi: per questo è utile leggere in bolletta le voci di dettaglio e conservare copia dell’ISEE. Nel 2025, ad esempio, il contributo da 200 euro ha ampliato temporaneamente la tutela fino a 25.000 euro di ISEE; nel 2026, l’intervento da 90 euro è circoscritto ai soli titolari del bonus sociale elettrico (quindi, in linea con le soglie strutturali: 9.796 euro o 20.000 per famiglie numerose), salvo diverse previsioni che potranno emergere nella redazione definitiva del decreto e nella delibera attuativa. Prudenza, dunque, finché non si leggerà il testo finale.
Quanto vale davvero lo sconto: l’impatto in bolletta
I 90 euro sono un contributo fisso aggiuntivo, pensato per attenuare i costi della materia prima energia. L’effetto sulla singola bolletta dipenderà da:
- periodo e modalità di erogazione definite da ARERA;
- frequenza di fatturazione (bimestrale/mensile) del proprio fornitore;
- eventuali conguagli e compensazioni con lo sconto del bonus sociale ordinario.
Nel 2025 il contributo straordinario è stato evidenziato chiaramente in bolletta, con un’indicazione testuale dedicata e un arco temporale preciso. È ragionevole attendersi analoga trasparenza per il 2026, dato che ARERA ha rafforzato gli obblighi informativi a carico degli operatori anche in termini di visibilità sul sito e in fattura. Per chi desidera verificare, gli spazi “Dettaglio imposte e oneri” e la sezione “Comunicazioni” della bolletta sono i primi da controllare.
Scenari, tempi e certezze (per ora)
Le certezze oggi sono tre:
- lo stanziamento di 315 milioni nella bozza del decreto per il bonus sociale elettrico 2026;
- l’importo del contributo in bolletta pari a 90 euro per i titolari del bonus sociale;
- il mandato a ARERA di emanare una delibera attuativa entro il 28 febbraio 2026.
Per il resto – date di accredito e modalità puntuali – occorre attendere la delibera. È un passaggio formale ma sostanziale: traduce la norma in flussi tra INPS, SII (Acquirente Unico) e operatori, fissando istruzioni vincolanti per la filiera e garantendo che lo sconto arrivi davvero e in tempi certi. Nel frattempo, c’è un’azione utile e non rinviabile: presentare o rinnovare la DSU per avere un ISEE 2026 aggiornato. È la “chiave digitale” che apre la porta a ogni sconto automatico.
Un chiarimento necessario: perché si parla di 55 euro e di 90 euro
Negli ultimi mesi sono circolate ipotesi diverse su eventuali “micro-bonus” per la luce nel 2026. A dicembre 2025 si era affacciata, in una precedente bozza, la possibilità di un contributo da 55 euro per una platea definita “vulnerabile”. Quella pista, però, non si è concretizzata. Oggi, i documenti più aggiornati indicano un diverso assetto: 315 milioni per un contributo da 90 euro destinato ai soli titolari del bonus sociale elettrico. È un cambio di passo che va letto come un affinamento della misura, concentrata su chi è già riconosciuto in condizioni di disagio economico dal sistema dei bonus sociali. Per evitare ambiguità, conviene sempre fare riferimento alla versione più recente dei testi e alle comunicazioni ufficiali di ARERA.
Se confermata, la misura da 90 euro nel 2026 rappresenta un aiuto concreto e mirato, coerente con l’architettura dei bonus sociali. Il punto di forza è la semplicità: soldi direttamente in bolletta per chi ha già diritto al bonus elettrico. Il punto di attenzione, invece, è temporale: serve aspettare la delibera ARERA entro il 28 febbraio 2026 per conoscere finestre e modalità di erogazione. Nel frattempo, il consiglio più utile alle famiglie è operativo e non fa notizia: aggiornare l’ISEE. È lì che, spesso, si decide la differenza tra una norma scritta e uno sconto davvero incassato.