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NUOVO RITOCCO

Terza ondata di rincari sui tabacchi: cosa cambia dal 13 febbraio e perché non è l’ultimo aumento

Prezzi in salita per sigarette, sigari e trinciati: la nuova tornata scatta dal 13 febbraio 2026. Ecco le marche coinvolte

12 Febbraio 2026, 20:04

Terza ondata di rincari sui tabacchi: cosa cambia dal 13 febbraio e perché non è l’ultimo aumento

Prezzi in salita per sigarette, sigari e trinciati: la nuova tornata scatta il 13 febbraio 2026. Ecco le marche coinvolte, le logiche fiscali dietro ai listini e come orientarsi tra accise, onere fiscale minimo e alternative di consumo.

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A mezzogiorno, in una tabaccheria del centro, un cartello scritto a mano avverte: «Da venerdì 13 febbraio 2026 nuovi prezzi». Alcuni clienti fanno rapidamente i conti: il pacchetto preferito costerà 30 centesimi in più, l’ennesimo ritocco in meno di un mese. Non è un caso né un capriccio dei produttori: è l’effetto concatenato di un impianto fiscale ridisegnato con la Legge di Bilancio che, mattone dopo mattone, sta riallineando l’intero comparto dei tabacchi lavorati. La terza tranche entra ora in vigore e completa il ciclo di inizio anno.

Cosa succede dal 13 febbraio: l’essenziale in 60 secondi

  1. Scatta la terza tornata di aggiornamenti dei listini per i tabacchi lavorati, con un aumento medio di circa 30 centesimi a pacchetto su numerose referenze. Riguardati anche sigari, sigaretti e tabacco trinciato.
  2. Si tratta di un passaggio previsto dalle tabelle ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e messe a disposizione alla rete delle rivendite tramite la Federazione Italiana Tabaccai.
  3. La prima ondata di rincari era partita il 16 gennaio 2026 con il gruppo Philip Morris (marchi come Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti), con le Marlboro arrivate a 6,80 euro a pacchetto.

Le marche interessate: come si muovono i prezzi

Le liste ufficiali di variazione tariffaria consultabili tramite i portali di categoria mostrano che il giro di 13 febbraio 2026 coinvolge in modo significativo marchi come Camel, Winston e Benson & Hedges, con rialzi tipici di 0,30 euro a confezione per le versioni più diffuse. A titolo esemplificativo, si segnalano prezzi aggiornati a:

  1. WINSTON Red/Silver/Blue/White a circa 5,80 euro (alcune versioni “cartoccio” a 5,50 euro);
  2. CAMEL Yellow/Orange/Blue/Silver a circa 6,30 euro (alcune varianti “cartoccio” a 5,80 euro);
  3. BENSON & HEDGES Gold a circa 6,80 euro;
  4. American Spirit Original Yellow a circa 6,80 euro.Questi dati sono coerenti con i listini di dettaglio pubblicati alla vigilia dai siti di informazione economica e con i file tariffari ADM messi a disposizione della rete dei tabaccai. Per la verifica puntuale dei singoli codici-prodotto è consigliata la consultazione dei documenti ufficiali in formato PDF/XLS.

Come siamo arrivati qui: l’architettura delle nuove accise

Il percorso era scritto. La Legge di Bilancio ha rimodulato la tassazione sulle sigarette intervenendo sulla componente specifica dell’accisa. In concreto, la componente fissa per 1.000 sigarette sale a:

  1. 32 euro nel 2026,
  2. 35,50 euro nel 2027,
  3. 38,50 euro dal 2028.È un meccanismo che rende più prevedibile la progressione dei prezzi al pubblico e che si somma alla componente proporzionale (percentuale sul prezzo), oltre all’eventuale onere fiscale minimo. È la ragione per cui gli aumenti si sono materializzati a gennaio in forma scaglionata e proseguono ora con la tranche di febbraio.

Il primo scatto: l’effetto Philip Morris di metà gennaio

La cronologia aiuta a leggere la dinamica. Il 16 gennaio 2026 è scattato il primo adeguamento, interessando in primis il gruppo Philip Morris. Gli aumenti fino a 0,30 euro hanno portato, per esempio, le Marlboro a 6,80 euro, con rialzi analoghi per Chesterfield, Merit, Diana e Muratti. In quella fase non sono stati toccati i prodotti di tabacco riscaldato, mentre hanno registrato ritocchi anche alcune referenze di tabacco trinciato e sigari.

Terza tornata: cosa cambia davvero in tabaccheria

L’ondata del 13 febbraio completa il riallineamento di inizio anno e tocca circa una settantina di marche fra sigarette, sigari, sigaretti e trinciati. Per il consumatore ciò significa:

  1. nuovi cartellini prezzo su un ventaglio più ampio di referenze;
  2. una maggiore uniformità degli scostamenti, con il “gradino” dei 30 centesimi che emerge come valore ricorrente;
  3. differenze tra astucci “KS” standard e formati “cartoccio” o “100’s”, che in alcuni casi mantengono prezzi leggermente inferiori.Per farsi un’idea fedele e aggiornata, il riferimento resta il listino ufficiale ADM per il 13 febbraio 2026, accessibile in PDF/XLS per singola categoria (sigarette, sigaretti, sigari, trinciati, ecc.).

Quanto incassa lo Stato (e perché non è finita)

L’obiettivo dichiarato dal Governo è rafforzare il gettito nel triennio, distribuendo gli incrementi in più anni e ampliando la base imponibile anche ad altre categorie (come i liquidi per sigarette elettroniche). Stime aggiornate quantificano in circa 900 milioni l’extra-gettito nel solo 2026, con un impatto complessivo nell’ordine di oltre 1,4 miliardi lungo il percorso fino al 2028. La traiettoria delle accise sopra richiamata rende verosimile che ulteriori micro-adeguamenti si presentino nei prossimi due anni.

Sigarette vs. trinciati: perché non salgono allo stesso modo

La struttura impositiva sui tabacchi lavorati non è omogenea. I trinciati per sigarette fatte a mano scontano un’accisa espressa in euro/kg (non per pacchetto) e seguono un binario di rialzi parallelo:

  1. 161,50 euro/kg nel 2026,
  2. 165,50 euro/kg nel 2027,
  3. 169,50 euro/kg dal 2028.La traduzione alla cassa dipende dal peso della busta (30g, 40g, 70g) e dalle politiche commerciali delle aziende. Ecco perché il consumatore percepisce variazioni anche di 20–30 centesimi su singole buste, in coerenza con le manovre di prezzo intercettate sui listini.

Il ruolo dell’ADM e della rete dei tabaccai: dove controllare i prezzi “ufficiali”

Nei giorni che precedono ogni variazione, ADM pubblica i listini aggiornati e la rete delle rivendite viene informata tramite i canali di categoria, in primis la Federazione Italiana Tabaccai. Per la scadenza del 13 febbraio 2026, sono disponibili sia i “tariffari solo modifiche” sia gli “interi tariffari”, con download per singola categoria. È il modo più rapido e preciso per verificare il prezzo della specifica referenza (marchio, formato, confezione).