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Il bilancio

Primo bilancio dei Saldi Invernali 2026: tengono le vendite, traino delle Olimpiadi

Dati incoraggianti per Federazione Moda-Confcommercio: il 47% delle attività dichiara stabilità e il 25% un aumento del fatturato

16 Febbraio 2026, 17:05

Primo bilancio dei Saldi Invernali 2026: tengono le vendite, traino delle Olimpiadi

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A oltre un mese dal fischio d’inizio del 3 gennaio, e con la stagione degli sconti ormai conclusa in alcune regioni come il Lazio, arriva il primo bilancio sui saldi invernali 2026 per abbigliamento e calzature. Il quadro che emerge dal monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio (su dati Adnkronos) è incoraggiante: quasi tre negozi su quattro hanno registrato una tenuta o una crescita delle vendite, contro un 25% che ha segnato il passo.

Nello specifico, il 47% delle attività dichiara stabilità e il 25% un aumento del fatturato, mentre il 28% segnala un calo. Un'inversione di tendenza rispetto al passato, come sottolinea Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio: «Quest’anno la cosa bella è che gli andamenti stabili e positivi sono molto superiori ai negativi, e c'è un’inversione dei dati negativi del 2025 che imprime già un senso di stabilità, un sentiment che ci fa pensare al futuro in maniera forse più costruttiva, nonostante tutti i problemi».

L'effetto Olimpiadi e il nuovo turismo

Nelle città d'arte e nelle aree turistiche, lo shopping tourism si conferma un motore fondamentale, sostenuto dall'abbassamento della soglia tax free a 70 euro e dall'afflusso legato ai Giochi di Milano-Cortina 2026. L'impatto dell'evento sportivo ha superato i confini delle città ospitanti. «Le Olimpiadi invernali hanno portato molti turisti in Italia, con visitatori non solo a Milano e nelle località coinvolte ma anche in altre zone a partire da fine gennaio» riferisce Felloni.

Cambia tuttavia la geografia degli acquirenti stranieri. Se un tempo dominavano russi e cinesi, oggi il panorama è diverso. «Si sta modificando molto la platea dei clienti esteri che stanno arrivando in Italia» spiega Felloni. «Vediamo che in cima sono gli svizzeri con l’84% delle transazioni effettuate con il tax free shopping (dati Global Blue), i turchi +73% e i mediorientali +71%, un gruppo composto dagli egiziani, israeliani, e ancora turisti provenienti dalla Cisgiordania, Libia, Iraq, Siria, in più ci sono i sudamericani al 68%. Una volta c'erano molti russi, molti cinesi, molti nordcoreani e parecchi da diversi paesi dell’est, oggi si stanno focalizzando proprio su queste altre tipologie di clienti».

L'incognita meteo

No non mancano le note dolenti legate al clima. Il maltempo ha frenato lo shopping in diverse zone, impedendo la mobilità e causando perdite di fatturato. «Ma più in generale il tempo influisce sugli incassi, ad esempio se c'è un weekend soleggiato oppure no» conclude il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio.