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il rapporto

Adesso dal Sud emigrano anche i nonni: perché in 20 anni gli over 75 trasferiti al Centro-Nord sono raddoppiati

Nel report della Svimez non si affronta solo il tema dell'emigrazione dei giovani laureati, ma anche quello degli anziani che sempre più spesso si uniscono a figli e nipoti

18 Febbraio 2026, 07:35

09:40

anziani

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Li hanno chiamati «i nonni con la valigia». Per contrapporli ai giovani. Ma in realtà se anche gli anziani finiscono per prendere un aereo e trasferirsi al Nord, per periodo più o meno lunghi, è proprio per seguire figli e nipoti. Di dati certi non ne esistono, perché non cambiano quasi mai la residenza che resta nei paesi di origine, ma è certamente la quotidianità di migliaia di famiglie siciliane. Storie che adesso sono anche sostanziate da stime affidabili. A farle è la Svimez, l'Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno, che nel report "Un paese due emigrazioni" arriva alla conclusione che nel 2024 oltre 184mila over 75 meridionali si sono spostati in una regione del Centro-Nord.

«Tra il 2002 e il 2024 - fa i conti Svimez - gli spostamenti non ufficiali degli over 75 meridionali (poiché non accompagnati da una cancellazione anagrafica) sono raddoppiati, passando da circa 96mila a oltre 184mila. Fatta eccezione per il 2020, anno del lockdown e delle restrizioni alla mobilità, l’aumento dei consumi farmaceutici sostenuti dagli over 75 residenti nel Mezzogiorno al di fuori della propria macroarea di residenza suggerisce un progressivo ampliamento della platea di anziani che vive stabilmente nelle regioni del Centro-Nord». 

In mancanza di censimenti e registri ufficiali, i calcoli si basano proprio sui consumi farmaceutici, capitolo che rientra nell'ampio e documentato fenomeno della mobilità sanitaria interregionale. Secondo il più recente riparto del fondo sanitario nazionale del 2024, la mobilità sanitaria passiva del Mezzogiorno verso il Centro-Nord vale circa 1,2 miliardi di euro. Una cifra monstre che le Regioni del Sud pagano al resto d'Italia, con i disavanzi più elevati concentrati in Calabria (-304 milioni), Campania (-281 milioni) e Sicilia (-220 milioni).

La mobilità farmaceutica convenzionata, si parte da qui

«Oltre due terzi di tale valore - scrive Svimez - è riconducibile a ricoveri ospedalieri (ordinari e day hospital) e prestazioni di specialistica ambulatoriale e di somministrazione diretta di farmaci (farmaci erogati direttamente dalle farmacie ospedaliere e somministrati direttamente in ospedale), mentre la quota residuale riguarda la mobilità farmaceutica convenzionata. Questa sottocategoria di mobilità sanitaria interessa nello specifico le prestazioni farmaceutiche erogate ai cittadini da farmacie territoriali (pubbliche o private convenzionate) ubicate in una regione diversa da quella di residenza del paziente per l’acquisto dei farmaci classificati in Fascia A (essenziali e per malattie croniche), e pertanto erogabili solo previa presentazione della Ricetta Rossa (SSN) o della Ricetta Elettronica».

Tolta la mobilità di confine (per motivazioni logistiche e di prossimità), quella occasionale (acquisti effettuati durante viaggi di lavoro, vacanze o brevi soggiorni in altre regioni) e casuale (momentanea indisponibilità immediata nel comune di residenza) – che in base alle stime AGENAS pesano dal 12 al 18% della mobilità complessiva – resta la mobilità farmaceutica convenzionata che «può essere utilizzata come proxy del fabbisogno assistenziale della popolazione anziana meridionale che, pur risultando formalmente residente nel Mezzogiorno, vive di fatto in modo continuativo nelle regioni del Centro-Nord».

La scelta degli over 75 di trasferirsi è dettata dalla necessità di seguire figli e nipoti, ma anche dalla paura di rimanere soli e ricevere un'assistenza insufficiente nei territori di origine, «dove l’offerta di servizi sanitari e di supporto alla non autosufficienza - ricorda l'Agenzia - risulta strutturalmente più debole». 

Come ha fatto Svimez ad arrivare alla cifra di oltre 184mila anziani migrati?

Il calcolo è piuttosto complesso. Il punto di partenza, come detto, è il valore dei saldi passivi di mobilità farmaceutica convenzionata dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord. Dentro questa grande torta, però, va isolata la parte di spesa imputabile agli over 75. Per farlo, prima è stato applicato un coefficiente di ponderazione demografica pari al 40%. «Tale coefficiente riflette, in modo prudenziale, la forte concentrazione della spesa farmaceutica convenzionata sulla popolazione anziana residente al Sud, a fronte di una minore incidenza degli over 75 sui flussi di trasferimento di residenza dal Mezzogiorno al Centro-Nord nel periodo 2002-2024». A questo punto si sottrae un ulteriore 20%, riconducibile alla mobilità di confine, occasionale o casuale.

Il risultato — che nel 2024 è pari a circa 94 milioni di euro — viene infine rapportato al consumo farmaceutico pro capite di un over 75, stimato in circa 500-600 euro annui (secondo fonte dell'Agenzia italiana del farmaco).