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Sostegno alle famiglie, taglio dei prezzi del gas e riduzione degli incentivi sulle rinnovabili: ecco cosa prevede il decreto bollette

La bozza allo studio del Consiglio dei ministri: bonus elettricità fino a 125 euro per famiglie a basso reddito

18 Febbraio 2026, 17:21

Sostegno alle famiglie, taglio dei prezzi del gas e riduzione degli incentivi sulle rinnovabili: ecco cosa prevede il decreto bollette

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Approda infine in Consiglio dei ministri il decreto bollette, testo su cui la maggioranza ha lavorato negli ultimi giorni con l'obiettivo di ridurre i prezzi in bolletta dell'energia elettrica, soprattutto per famiglie con reddito basso. Tra le misure previste non solo un bonus una tantum in bolletta, ma anche la rimodulazione dei cosiddetti oneri di sistema, ovvero la parte che riguarda il sostegno alle fonti rinnovabili.

La misura del decreto energia che impatterà in modo più vistoso sulla bolletta delle famiglie è il bonus elettricità, che potrebbe crescere fino a 125 euro rispetto ai 115 previsti in un primo momento. Il bonus è destinato a famiglie con Isee fino a poco meno 10mila euro, che cresce fino a 20mila per quelle con 4 figli. La misura sarà un contributo straordinario e non regolare, e si sommerà agli sconti già previsti portandoli fino a 300 euro totali.

Anche la fascia intermedia però dovrebbe poter usufruire di bonus: il decreto infatti introduce la possibilità che i fornitori riconoscano, su base volontaria, un contributo ai clienti domestici con Isee fino a 25mila euro, che dunque non accedono agli aiuti sociali. Secondo la bozza discussa in Consiglio dei ministri l'importo sarà calcolato sulla componente del prezzo dell'energia relativa ai consumi dei primi due mesi dell'anno, e in un secondo momento saranno rese note le aziende che aderiranno.

Un nodo più politico riguarda il mercato del gas, fonte di energia dalla quale dipende gran parte della produzione elettrica italiana. Il governo punta a ridurre il divario esistente tra i prezzi italiani e quelli europei, finanziando l'operazione con la vendita delle scorte acquistate durante la crisi energetica del 2022. I proventi dovrebbero finanziare i trasporti, la distribuzione e l'approvigionamento per le imprese che hanno più bisogno di energia.

Sempre ad abbassare il prezzo all'ingrosso dell'energia punta un'altra misura, quella che cerca di rivedere il sistema di scambio di quote di emissione di anidride carbonica conosciuto come Ets. Chi produce energia con gas naturale oggi paga il costo della materia prima e la gestione degli impianti, ma anche il costo di emissione di anidride carbonica previsto dal sistema europeo Ets. In altre parole, un costo aggiuntivo per le aziende che emettono anidride carbonica. La bozza del decreto prevede che il pagamento del trasporto di metano e la tassa Ets vengano spostati nelle bollette della luce e pagati direttamente dai consumatori. In questo modo però il gas costerebbe di meno alle centrali, e dunque l'energia, secondo il disegno del governo, sarebbe meno costosa all'origine.

Previsto poi un intervento sugli oneri generali di sistema, ovvero il 10 per cento di bolletta energetica che finanzia il sostegno alle fonti rinnovabili. Le modifiche sono rivolte ai produttori, che potranno scegliere una riduzione temporanea degli incentivi tra il 15 e il 30 per cento ma con la possibilità di ottenere un periodo di agevolazione più lungo, oppure la rinuncia ai sussidi con il recupero delle somme a partire dal 2028. Per gli impianti a bioenergie agricole è previsto un ridimensionamento dei sostegni.