la sfida
Dall'Italia parte l'appello per difendere un'eccellenza mentre India e Australia mettono alla prova reciprocità ed etichette d’origine
Braccio di ferro per sostenere il "made in Italy" in un momento storico durante il quale si aprono nuove sfide economiche
«Non c'è solo il Mercosur e l'Asia a minacciare la produzione italiana e europea di riso: adesso sta arrivando l’India, e domani l’Australia. Una clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso come quella di oggi non ci serve. Gli accordi internazionali servono, ma serve anche reciprocità per difendere un settore che ha bisogno di essere tutelato e promosso».
Lo ha detto il vice presidente del senato Gian Marco Centinaio, ospite oggi alla 47/a Fiera in Campo in corso fino a domenica a Caresanablot (Vercelli), durante la quale si parla dei principali problemi del comparto.
«Se i nostri prodotti non esisteranno più - ha commentato - con cosa celebreremo la cucina italiana? Con il riso dall’Asia? Con il pomodoro dall’Egitto? Questo è il lavoro che deve fare l'Europa ora. Non solo aiutare gli agricoltori, ma aiutare anche i consumatori a scegliere il riso italiano. Sull'etichetta ci deve essere scritto che quel prodotto arriva da Vercelli o dalla Lomellina, o dalla Cambogia».