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BILANCI

A Catania torna l'incubo Corte dei Conti: la sezione di Controllo chiede «chiarimenti» su bilanci e previsioni

La magistratura contabile si rifà viva con Palazzo degli Elefanti domandando informazioni sul rendiconto 2023 e sull'iter di approvazione di quello del 2025

23 Febbraio 2026, 07:00

A Catania torna l'incubo Corte dei Conti: la sezione di Controllo chiede «chiarimenti» su bilanci e previsioni

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Ogni volta che il mittente di una comunicazione è la Sezione di controllo per la Regione Siciliana della Corte dei Conti, a qualcuno dentro al Comune di Catania viene un brivido. Soprattutto adesso, a otto anni dalla dichiarazione del dissesto economico-finanziario, quando il peggio è ormai considerato alle spalle e l'equilibrio di bilancio una certezza alla quale aggrapparsi. Proprio perché sia così la magistratura contabile non perde un colpo. E nell'ultima comunicazione, datata 2 febbraio 2026, chiede notizie e chiarimenti sul rendiconto 2023 e sui bilanci di previsione 2024-2026 e 2025-2027.

La nota del magistrato istruttore Giuseppe Vella serve solo a raccogliere informazioni. L'11 febbraio il Collegio dei revisori dei conti di Catania (Salvatore Granatelli, Roberto Fede e Salvatore Palilla) si riunisce anche per rispondere alle richieste della magistratura contabile. E assegna otto giorni alla direzione Ragioneria per «completare l'adempimento». Il 20 febbraio, venerdì, a saltare sulla sedia è il Consiglio comunale, che della comunicazione istruttoria della Corte dei Conti, fino a quel momento, non aveva avuto notizia.

Il documento della Sezione di controllo è lungo quindici pagine. Le prime righe, per cominciare bene, sono dedicate alle novità: a che punto sono, domanda il magistrato istruttore, l'approvazione del rendiconto 2025 e il bilancio di previsione 2026-2028. Del resto, in uno schiocco di dita siamo a marzo del 2026, l'anno passato è terminato da tre mesi. Richieste preliminari, di carattere puramente informativo, alle quali però fa seguito un capitolo piuttosto corposo dedicato alla «Situazione finanziaria dell'ente».

Dopo avere chiesto lumi a proposito delle anticipazioni di liquidità, la Corte dei Conti chiede di «riferire sulle modalità di calcolo del fondo di garanzia per debiti commerciali», che si riduce di quasi un milione di euro dal 2022 al 2024 (2.233.963,69 euro prima; 1.390.000,00 euro poi). Inoltre, segnala la magistratura contabile, il fondo crediti di dubbia esigibilità viene determinato in 274.968.036,04 euro: «diversamente - si legge nel documento - l’ufficio del controllo ha quantificato il fondo nella misura di 307.666.767,44 euro». Per il magistrato, il municipio sottostima il fondo di 32.698.731,40 euro per il 2023.

I fondi citati sono due dei paracadute che servono a evitare scossoni per Palazzo degli Elefanti. Ci sono soldi che difficilmente si riusciranno a riscuotere, o debiti che potrebbero aumentare per varie ragioni. I fondi servono a mettere da parte i soldi per fare fronte agli imprevisti, quantomeno a quelli che il buon padre di famiglia prova a prevedere. Allo stesso modo, il fondo per i rischi del contenzioso, segnala la Corte, passa da 34.710.813,67 (divisi in due capitoli) nel 2022 a 5.574.114,33 nel 2023.

I debiti fuori bilancio, che hanno la capacità di piombare sulle casse dei municipi sempre come fulmini a ciel sereno, per il Comune sarebbero 1.182.412,11 nel 2023 e 200.756,37 nel 2024. Numeri che la Corte sottolinea trovare copertura solo in quanto debiti «certificati dalle direzioni».

Per la magistratura contabile, meritano attenzione anche i residui attivi. Tradotto: soldi che devono entrare nelle casse del municipio. «Si evidenzia - scrive il magistrato istruttore - la presenza di una cospicua mole di residui piuttosto vetusti anteriori al 2020», quantomeno in riferimento al bilancio consuntivo del 2023. Leggendo le tabelle si scopre che vengono segnalati come residui attivi quasi 104 milioni di euro di epoca pre-Covid, su un totale di un miliardo e 250 milioni di euro. Cifre enormi, soprattutto se rapportate ai residui passivi (cioè i soldi che ancora il Comune deve pagare): 43 milioni antecedenti al 2020, 748 milioni in totale.

La Corte dei Conti, a fronte dello squilibrio fra attivi e passivi, vuole sapere «se l’Ente abbia adeguatamente ponderato le ragioni del mantenimento dei residui attivi». E se abbia stralciato le mini-cartelle di importo fino a mille euro come previsto dal decreto fiscale 2019. Al di là di questo, c'è poi tutto il capitolo relativo alle riscossioni, dente che al municipio duole da sempre. Mentre proprio in questi giorni viene notificata ai cittadini catanesi un'altra ondata di accertamenti vecchi di anni, nel Consuntivo 2023 - segnala il magistrato contabile - gli accertamenti di Imu e Tasi coincidono con le riscossioni. Cioè: il Comune avrebbe mandato ai cittadini richieste di pagamento per oltre 2,5 milioni. Soldi che gli sarebbero stati pagati tutti.

L'ultimo punto sul quale il controllore vuole vederci chiaro è, infine, la massa debitoria che l'Organismo straordinario di liquidazione, che si è insediato dopo il dissesto del municipio, ha rimesso nelle mani del Comune. «Si chiede di produrre tutta la documentazione necessaria a comprovare l’effettiva e integrale copertura della massa passiva non ripianata». Fuori sarebbero rimasti circa 177 milioni di euro. Da cui la richiesta: Palazzo degli Elefanti come intende pagare «viste le difficoltà di cassa in cui versa»? E ancora: rimangono 29 contenziosi aperti per 64.550.074,85 euro. Sono stati inclusi nel fondo apposito?, domanda la Corte. Sono solo chiarimenti, niente per cui preoccuparsi. Ma, di sicuro, tante domande alle quali rispondere. Entro l'inizio di marzo.