l'accordo
Giovani, Unicredit e Università di Catania insieme per formare i social change manager
Figure professionali specializzate per gestire processi di innovazione sociale e sostenibilità integrale all'interno di aziende, organizzazioni no profit e istituzioni
Formare competenze certificate sulla sostenibilità e collegare i giovani al tessuto produttivo: è stato firmato con questo obiettivo il protocollo tra l’accordo tra UniCredit e l’Università di Catania per formare i social change manager del domani: figure professionali specializzate nel gestire l'innovazione sociale. Un’alleanza accademica che fa evolvere "Road to Social Change", il progetto di UniCredit, in un laboratorio unico di formazione e innovazione sociale che sarà a breve disponibile anche per gli studenti universitari. Sono già in corso le interlocuzioni per estendere l’accordo agli altri Atenei siciliani.
"Road to Social Change", organizzato dalla Banking Academy di UniCredit, è il percorso gratuito di formazione e di creazione di cultura sulla sostenibilità integrale finalizzato a rafforzare una cultura imprenditoriale che punti a legare, intenzionalmente, la strategia di sostenibilità alla competitività di impresa e alla creazione di sinergie con il territorio. La partecipazione a Road to Social Change è gratuita e aperta a tutti, con particolare attenzione a studenti, professionisti e operatori non profit. Per i giovani significa arricchire le competenze e entrare in un percorso che offre la possibilità di imparare la lingua del futuro: la sostenibilità integrale. È l’alfabeto con cui verrà scritto il domani e chi lo conosce avrà in mano le chiavi per scriverne le prime pagine. Partecipare a "Road to Social Change" vuol dire non restare spettatori, ma diventare autori del cambiamento.
«La Sicilia si trova davanti a importanti sfide economiche, sociali, ambientali. Attraverso il Programma Road to Social Change, UniCredit intende fornire strumenti concreti per cogliere con successo queste sfide, trasformandole in opportunità” dichiara Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit - in questo contesto, la collaborazione con il mondo accademico assume una rilevanza strategica, poiché è in grado di valorizzare le competenze e il talento delle nuove generazioni, contribuendo a generare crescita e competitività nel lungo periodo».

Per Enrico Foti, rettore dell’Università di Catania: «L’accordo con UniCredit rafforza un principio centrale per l’Università di Catania: la formazione si completa davvero quando alle conoscenze accademiche si affiancano esperienze concrete. Percorsi come Road to Social Change permettono ai nostri studenti di mettere alla prova sul campo competenze e metodo, entrando in contatto diretto con il mondo dell’impresa. Studiare e lavorare in Sicilia, questo è l’elemento fondante del mio programma che stiamo concretizzando anche con iniziative come questa. L’azienda diventa così luogo dove sperimentare e apportare innovazione e applicazione del sapere universitario, mentre l’Ateneo assicura una preparazione solida e consapevole. È da questa integrazione tra studio ed esperienza che nascono professionalità capaci di contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio».
Ma chi sono i social change manager?
In un mercato del lavoro sempre più attento all’impatto sociale e ambientale, si afferma una figura professionale ancora poco conosciuta ma strategica: il Social Change Manager. Un ruolo ibrido, a metà tra management, innovazione e responsabilità sociale, che punta a guidare organizzazioni pubbliche e private nei processi di cambiamento orientati al bene comune.
Il Social Change Manager opera all’interno di imprese, enti del terzo settore, fondazioni e istituzioni, con l’obiettivo di progettare e implementare iniziative capaci di generare impatto misurabile sulle comunità. Non si limita alla comunicazione o al marketing sociale: analizza i bisogni del territorio, costruisce partnership, intercetta finanziamenti e valuta i risultati attraverso indicatori di impatto.
In un contesto segnato dagli obiettivi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e dall’attenzione crescente ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), questa figura diventa centrale nelle strategie aziendali. Le imprese, spinte anche dalle nuove normative europee sulla rendicontazione di sostenibilità, cercano professionisti in grado di coniugare performance economica e responsabilità sociale.
Il profilo richiede competenze trasversali: project management, analisi dei dati, conoscenza delle politiche pubbliche, capacità di stakeholder engagement e una solida cultura della sostenibilità. Spesso proviene da percorsi in economia, scienze politiche, relazioni internazionali o management dell’innovazione sociale.
Più che un semplice “manager del cambiamento”, il Social Change Manager è un facilitatore di trasformazioni culturali e organizzative. In un’epoca in cui reputazione, impatto e accountability pesano quanto i risultati di bilancio, questa figura rappresenta una delle evoluzioni più significative del management contemporaneo.