i dati dell'istat
Carovita in calo, ma la spesa alimentare continua a pesare sul bilancio domestico
I dati diffusi da Istituto Nazionale di Statistica (Istat) mostrano inflazione all’1% su base annua a gennaio. Tra i prodotti più colpiti uova (+8,8%), carne bovina (+8,8%) e cetrioli (+12,5%)
L’avvio del 2026 registra un rallentamento della crescita dei prezzi, con il costo della vita che mostra segnali di moderazione e il “carrello della spesa” meno oneroso rispetto alla fine dello scorso anno. Tuttavia, la discesa dell’inflazione non cancella le tensioni sui beni alimentari, che restano il principale fattore di pressione sui bilanci familiari e alimentano le preoccupazioni dei consumatori.
Secondo i dati diffusi da Istituto Nazionale di Statistica (Istat), a gennaio i prezzi al consumo sono cresciuti del 1% su base annua, il livello più basso da novembre 2024, confermando le stime preliminari e proseguendo il percorso di rallentamento della dinamica inflazionistica.
Sul piano politico, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha evidenziato il miglioramento del quadro macroeconomico ricordando come, nell’ottobre 2022, l’inflazione italiana fosse al 12,6%, allora tra le più elevate in Europa, mentre oggi si colloca al 1%, sotto la media continentale.
A spingere i prezzi restano soprattutto gli alimentari: i prodotti non lavorati +2,5% e quelli lavorati +1,9%. In aumento anche i servizi legati all’abitazione +4,4%, i tabacchi +3,3% e le attività ricreative, culturali e per la cura della persona (+3%). Il carrello della spesa, che include alimenti e beni per l’igiene personale, rallenta leggermente la crescita, passando dal +2,2% di dicembre al +1,9% di gennaio.
Le associazioni dei consumatori mantengono però un atteggiamento prudente. Assoutenti stima che una famiglia italiana con due figli, considerando inflazione media all’1% e aumento del 2,4% dei prezzi di alimentari e bevande analcoliche, possa sostenere una maggiore spesa annua di circa 222 euro.
Particolarmente marcati risultano alcuni rincari dei beni di largo consumo: uova (+8,8%), carne (+6,7% con punte dell’8,8% per quella bovina) e formaggi (+4,5%). Tra frutta e verdura emergono gli aumenti di limoni (+7,6%), peperoni (+6,6%), zucchine (+4,6%) e cetrioli (+12,5%).
Critiche arrivano da Unione Nazionale Consumatori, che giudica «pessime» le indicazioni sul carovita di gennaio, osservando come l’inflazione mensile sia salita dallo 0,2% di dicembre allo 0,4%. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche hanno mostrato un’accelerazione congiunturale dallo 0,1% allo 0,8%.
Non si limita al cibo l’analisi delle associazioni: Codacons segnala infatti forti aumenti nei listini del comparto turistico italiano, anche in relazione all’effetto atteso dei Giochi olimpici invernali, con prezzi cresciuti oltre tre volte rispetto al tasso medio di inflazione nazionale.
Infine, Federconsumatori sollecita interventi del governo, stimando che con l’inflazione all’1% e il carrello della spesa al +1,9% una famiglia media potrebbe affrontare un aggravio di circa 397 euro annui.