La storia
Uno "Spazio umano" per l'azienda che è anche una comunità: la Cosedil di Santa Venerina sposa lo stile Olivetti
Avviati ad Acireale i lavori di un nuovo polo con sede direzionale, residenze, ville e servizi. Un investimento di 20 milioni: le ricadute sul territorio
Il profitto è la ragion d’essere dell’impresa, qualunque sia il settore dell’economia in cui opera. Su questo non ci sono dubbi. Anzi, più è grande il profitto che genera dalla propria attività e tanto maggiore sarà il merito riconosciuto all’impresa, all’imprenditore e alle sue maestranze. Ma il profitto non è tutto. Ci sono imprese che si spingono oltre il perseguimento dell’utilità, del vantaggio. Imprese, cioè, che hanno capito che, oltre a quello meramente economico, hanno anche un grande valore sociale.
Qui è la persona che si ritrova al centro del progetto e dell’impresa. È questo che Gaetano Vecchio, imprenditore di terza generazione, a capo di Cosedil, uno tra i principali player nel settore dell’edilizia e delle grandi opere pubbliche con quartier generale a Santa Venerina, nonché past president di Confindustria Sicilia, intende fare creando Spazio Umano Acireale.
Parliamo di un concept innovativo dello stabilimento moderno, un’azienda dal volto umano, frutto di una filosofia familiare fondata sul valore della persona, che non si preoccupa solo di quante ora lavora e quanto produce, ma tiene conto dei suoi bisogni, delle sue aspettative, materiali e spirituali, del benessere fisico e di quello mentale.
Ceo e direttore generale dell’impresa, Vecchio parla della genesi dell’iniziativa: «La nostra sede storica è a Santa Venerina. È quello che potrei definire il luogo del cuore: qui è nato ed è cresciuto mio padre e qui ha fondato l’azienda di famiglia che le nuove generazioni, figli e nipoti, stanno portando avanti valorizzando il lavoro e i sacrifici della famiglia e seguendo i valori e gli insegnamenti che ci ha trasmesso».
«Questa sede – continua l’imprenditore – con il passare del tempo e la crescita delle commesse e del ruolo nel mercato è diventata insufficiente. Abbiamo molti più dipendenti di un tempo e ne abbiamo che vengono sia da Catania, sia da altri paesi della fascia pedemontana etnea. Quando due anni fa abbiamo cominciato a pensare dove realizzare la nuova sede, avevamo visto alcune aree della zona industriale. Idea scartata subito a causa della congestione del traffico sulla circonvallazione. Dopo un’estenuante ricerca alla fine abbiamo individuato un terreno edificabile nel comune di Acireale vicino al casello dell’autostrada Catania-Messina».
È stato a quel punto che tecnici e ingegneri si sono messi all’opera e hanno avviato l’elaborazione del progetto. Un progetto che punta sull’utilizzo delle più avanzate tecnologie, dei criteri e dei nuovi materiali nell’edificazione e sull’uso razionale delle risorse.
Il progetto è ubicato nei pressi dell’incrocio tra viale Cristoforo Colombo e via Latisana e integra una sede corporate direzionale da circa 3.000 metri quadrati, un’area residenziale composta da 34 appartamenti e 12 ville, oltre a servizi accessori pensati per migliorare la qualità della vita e valorizzare del territorio.
Questo luogo richiama alla mente Adriano Olivetti, l’illuminato imprenditore piemontese che nel secondo Dopoguerra concepì e disegnò un modello di fabbrica dal volto umano, che all’epoca era un unicum nel panorama imprenditoriale nazionale ed europeo. Pur essendo diverse le epoche, i contesti e gli uomini, Vecchio ritiene di essersi ispirato a quel “modello” per creare, attraverso la realizzazione di questa nuova sede, un contesto favorevole per il lavoro e il benessere psico-fisico dei collaboratori.
«Abbiamo manager e dipendenti che vengono da fuori Sicilia: il direttore amministrativo e delle risorse umane da Milano, quello operativo da Firenze e quello degli acquisti da Napoli. Manager che hanno deciso di trasferirsi qui in pianta stabile e pertanto vogliamo creare una realtà che coniughi lavoro e qualità della vita. E faccio un polo integrato funzionale, moderno dove i dipendenti possano starci bene perché vogliamo dare valore all’aspetto umano, della vita e della relazioni interpersonali, in un contesto di qualità e di benessere».
È un progetto che vale 20 milioni di euro, interamente finanziato da UniCredit e Intesa San Paolo, e che porta in dono ad Acireale un notevole sviluppo perché genera ricchezza, crea posti di lavoro direttamente e nell’indotto, fa bene all’ambiente e trasferisce oneri significativi per le casse del Comune.
Durante la costruzione, i cui lavori sono già cominciati e si concluderanno nel 2028, il cantiere occuperà in media circa 100 lavoratori. Una volta portato a termine il progetto, saranno 150 i collaboratori che lavoreranno nei nuovi uffici del gruppo Cosedil di Acireale e nei servizi accessori. Al Comune andranno oneri concessori che saranno in parte finalizzati al miglioramento della viabilità verso il centro della città.
Per realizzare la sede direzionale, il residence e le ville saranno adottati i principi della bioedilizia, con il ricorso ai materiali eco-compatibili certificati, volti a durare e che richiedono una notevole facilità di manutenzione nel tempo. L’adozione di un impianto fotovoltaico, la climatizzazione con pompe di calore e regolazione automatica, l’isolamento con sistemi e materiali certificati, il cappotto termico sulle murature, il recupero delle acque piovane per l’irrigazione e una serie di altri accorgimenti di efficientamento porteranno gli edifici in classe energetica A4, con la riduzione stimata dei consumi energetici del 20%, di quelli idrici del 5% e dei materiali del 10%.
«Vogliamo offrire – conclude Vecchio – una soluzione casa-lavoro ai nostri collaboratori. Un incentivo a mantenere, ma possibilmente anche ad attrarre talenti e risorse umane in Sicilia. Inoltre desideriamo proporre al mercato la nostra esperienza costruttiva, il nostro know how, offrendo qualità e aumentando il valore del territorio».