DIGITALIZZAZIONE
Colf e badanti, addio ai bollettini in buca: da quest'anno si paga solo online (con una eccezione), la guida
La svolta digitale dell’Inps entra in casa delle famiglie: ecco come cambiano avvisi, scadenze e modalità di pagamento
La svolta digitale dell’INPS entra in casa delle famiglie: ecco come cambiano avvisi, scadenze e modalità di versamento dei contributi, chi riceverà ancora la lettera cartacea nel 2026 e una guida pratica per non sbagliare.
Immaginate un lunedì di febbraio: la cassetta della posta è vuota, niente avvisi rosa, nessun plico dell’INPS. Eppure il trimestre dei contributi per la vostra collaboratrice domestica è alle porte. Non è un disguido postale: è il nuovo corso. Dal 1° gennaio 2026 l’Istituto ha messo fine all’invio dei bollettini cartacei ai datori di lavoro domestico sotto i 76 anni che ne avevano richiesto la spedizione. Una piccola rivoluzione quotidiana che sposta il baricentro dei pagamenti sul Portale dei Pagamenti e sulla piattaforma pagoPA, con il supporto di app, home banking e sportelli abilitati. Per quest’anno, però, resta una finestra di accompagnamento: i datori con età pari o superiore a 76 anni continueranno a ricevere la lettera annuale. Tutti gli altri dovranno attrezzarsi al digitale. Lo dice, nero su bianco, l’INPS nella nota di fine 2025 e lo ribadiscono le comunicazioni istituzionali diffuse a febbraio 2026.
Cosa cambia davvero dal 2026
- Niente più spedizione postale dei modelli di pagamento ai datori under 76: gli avvisi non arrivano in cassetta, ma si generano online.
- Resta, per il solo 2026, la lettera annuale cartacea per i datori con 76 anni o più, come misura di accompagnamento alla transizione digitale.
- Per i nuovi rapporti di lavoro avviati dal 2026 non è più possibile chiedere l’opzione della spedizione cartacea.
- I pagamenti si svolgono tramite pagoPA dal Portale dei Pagamenti – Lavoratori domestici, oppure via App INPS Mobile e App IO: si può pagare con carta, conto o altri strumenti digitali, 24/7.
- Rimane attivo un canale di supporto: operatori del Contact Center contattano telefonicamente i datori interessati per illustrare le novità e assistere nell’uso dei servizi online.
Perché questa svolta: i principi dietro il “no” alla carta
La scelta rientra nel processo di dematerializzazione e semplificazione della Pubblica Amministrazione: pagamenti più tracciabili, sicuri, sempre disponibili, con minori costi di gestione e minor impatto ambientale. La piattaforma pagoPA – obbligatoria per i versamenti verso la PA – è lo standard nazionale per imposte, rette e contributi.
Come si pagano i contributi: la guida pratica passo per passo
1) Dove trovare l’avviso di pagamento
- Accedete al sito dell’INPS e aprite il Portale dei Pagamenti → sezione “Lavoratori Domestici”.
- Autenticazione con SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure inserendo codice fiscale e codice rapporto.
- Da qui potete:
- generare e stampare l’Avviso pagoPA con il relativo codice avviso e QR code;
- eseguire il pagamento online;
- scaricare le ricevute.
2) Le modalità di versamento disponibili
- Pagamento immediato sul Portale dei Pagamenti con carta di credito/debito/prepagata o addebito in conto.
- Pagamento tramite App INPS Mobile o App IO.
- Canali dei PSP aderenti a pagoPA: banche, uffici postali, ATM abilitati, punti vendita convenzionati (es. tabaccherie), home banking e CBILL.
Suggerimento operativo: prima di confermare, verificate che i dati del rapporto (ore, retribuzione, eventuali variazioni) siano aggiornati: l’importo è calcolato su questi elementi e un errore può generare note di rettifica, sanzioni e conguagli successivi.
3) Quando si paga: scadenze trimestrali 2026
La cadenza non cambia: i contributi si versano ogni trimestre entro i primi 10 giorni del mese successivo al trimestre di riferimento. Il calendario tipico è:
- entro il 10 aprile (gennaio–marzo),
- entro il 10 luglio (aprile–giugno),
- entro il 10 ottobre (luglio–settembre),
- entro il 10 gennaio dell’anno successivo (ottobre–dicembre).
Nota bene: in caso di cessazione del rapporto, i contributi vanno versati entro 10 giorni dalla data di fine lavoro, senza attendere la scadenza ordinaria.
Chi riceverà ancora la lettera nel 2026 (e chi no)
- Datori di lavoro con età pari o superiore a 76 anni: per l’anno 2026 continueranno a ricevere la lettera annuale cartacea con le indicazioni utili e l’avviso di pagamento, come misura transitoria per agevolare il passaggio al digitale.
- Datori di lavoro con età inferiore a 76 anni: dal 1° gennaio 2026 non ricevono più la spedizione postale, anche se in passato era stata attivata su richiesta. Gli avvisi si reperiscono unicamente via Portale dei Pagamenti e canali digitali.
- Nuovi rapporti dal 2026: non è più possibile richiedere l’opzione cartacea.
Per tutti, resta attivo il supporto telefonico del Contact Center, con eventuale fissazione di appuntamenti per guida passo-passo all’uso dei servizi online.
Perché è utile anche per le famiglie: i vantaggi concreti
- Disponibilità immediata: l’avviso si genera quando serve e si paga anche la sera o nel weekend (24 ore su 24, 7 giorni su 7).
- Tracciabilità completa: ricevute e storico versamenti sempre scaricabili dall’area personale, utili per controlli, detrazioni e pratiche amministrative.
- Riduzione degli errori: l’avviso recepisce le variazioni (ore, retribuzione, cessazioni) e può essere rigenerato con gli importi corretti.
- Multicanalità: potete scegliere tra web, app, banca, poste, ATM, punti convenzionati e home banking.
Errori da evitare (e come rimediare)
- Aspettare la “solita” lettera: per gli under 76 non arriverà più. Controllate periodicamente il Portale dei Pagamenti o attivate promemoria interni.
- Dimenticare una scadenza trimestrale: l’INPS applica sanzioni civili e interessi; l’importo dovuto si aggiorna nel tempo. Meglio intervenire subito, rigenerare l’avviso e saldare.
- Trascurare variazioni di orario o retribuzione: incidono direttamente sul calcolo contributivo e possono generare note di rettifica. Prima di pagare, verificate i dati del rapporto.
Domande frequenti (FAQ) essenziali
- Devo continuare a pagare i contributi anche senza lettera?Sì. Cambia il canale di comunicazione, non l’obbligo contributivo. Gli avvisi si recuperano via Portale dei Pagamenti o app.
- Posso ancora usare il modello F24?Per i contributi correnti del lavoro domestico si utilizza pagoPA. Il modello F24 resta per specifici casi (es. accertamenti, regolarizzazioni, sanzioni da note di rettifica).
- Se non sono pratico di internet?L’INPS ha previsto un supporto telefonico proattivo: operatori dedicati contattano gli utenti e, se necessario, fissano appuntamenti per assistenza operativa. Potete anche affidarvi a intermediari qualificati (consulenti, patronati).
- Dove posso pagare fisicamente se non voglio usare il PC?Presso i PSP aderenti a pagoPA: banche, poste, ATM e punti vendita convenzionati; basta presentare l’avviso (anche in PDF su smartphone) e il pagamento è registrato in tempo reale.
Le scadenze 2026
La prima data cruciale del 2026 è il 10 aprile per i contributi del periodo gennaio–marzo; seguiranno 10 luglio e 10 ottobre. Il quarto trimestre (ottobre–dicembre 2026) scadrà a gennaio 2027. Un consiglio pratico: inserite le quattro finestre nel vostro calendario digitale con promemoria a 30, 7 e 2 giorni dalla scadenza. In caso di dubbio, rigenerate l’avviso pagoPA: il sistema recepisce eventuali aggiornamenti e minimizza il rischio di errori o pagamenti parziali.
Transizione equa
La decisione di mantenere per tutto il 2026 l’invio cartaceo ai datori con ≥76 anni è una misura di accompagnamento per evitare esclusioni digitali e garantire continuità contributiva. L’INPS ha affiancato all’invio cartaceo un servizio di assistenza telefonica per accompagnare gradualmente gli utenti più anziani all’uso dei canali online o alla delega verso intermediari. È un compromesso tra inclusione e efficienza, in linea con gli obiettivi di digitalizzazione della PA.
Dietro le quinte di pagoPA
pagoPA è la piattaforma nazionale dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, progettata per garantire sicurezza, trasparenza e riconciliazione automatica degli incassi. Dal 2020 ha sostituito in modo strutturale strumenti precedenti come il MAV, diventando lo strumento obbligatorio per i pagamenti alle PA (salve eccezioni di legge). Per il lavoro domestico, ciò significa che l’avviso pagoPA è l’elemento chiave: contiene codice avviso, importo, scadenza, QR code e istruzioni universali, gestibili sia online sia allo sportello.
Checklist finale per datori di lavoro domestico
- Credenziali: verificate di avere SPID/CIE/CNS attive e funzionanti.
- Portale attivo: accedete alla sezione “Lavoratori Domestici” e verificate i dati del rapporto (ore, retribuzione, eventuale convivenza).
- Promemoria scadenze: segnate 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, gennaio dell’anno successivo.
- Avviso pagoPA: generate o ristampate l’avviso prima del pagamento; se avete modifiche, rigeneratelo.
- Canale di pagamento: scegliete tra Portale, App INPS/IO, banche, poste, ATM, punti convenzionati, home banking/CBILL.
- Ricevute e archiviazione: scaricate e conservate le ricevute; vi serviranno per verifiche e pratiche previdenziali.
- Assistenza: in caso di difficoltà, attendete o richiedete la chiamata del Contact Center o rivolgetevi a un intermediario.