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REGIONE

Ciclone Harry, al via i ristori: la Sicilia accelera sui pagamenti e parte da Niscemi

Finestre temporali chiuse, graduatorie in definizione e primi bonifici annunciati: come funzionano i contributi fino a 20 mila euro e cosa cambia per le imprese tra costa ed entroterra

02 Marzo 2026, 19:11

Ciclone Harry, al via i ristori: la Sicilia accelera sui pagamenti e parte da Niscemi

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A Niscemi, i cartelli “zona rossa” sono diventati bussola quotidiana: indicano non solo una frattura nel terreno, ma una spaccatura nel calendario di chi deve ripartire. Tra transenne, magazzini provvisori e serrande rialzate a metà, i titolari delle attività contano le ore. Da qui — non per caso — il governo regionale ha deciso di far scattare i primi pagamenti: “cominciare dove il danno è più evidente” è una scelta che suona anche simbolica. E intanto, mentre le piattaforme digitali hanno chiuso la raccolta delle istanze, la macchina dei ristori entra nella fase cruciale: l’istruttoria rapida e i primi accrediti.

I pagamenti dei contributi saranno avviati dalla prossima settimana, con un plafond che consente un sostegno fino a 20.000 euro per impresa. Alla piattaforma Irfis sarebbero arrivate circa 1.200 richieste: il principio, confermato a più livelli istituzionali, è che “tutte le domande saranno accolte”, con la possibilità di integrazioni documentali dove necessario. Il calendario degli accrediti seguirà un ordine: prima Niscemi — dove si contano circa 60 domande — poi i territori costieri e, a seguire, gli altri Comuni colpiti dell’elenco ufficiale.

Il quadro normativo e le finestre temporali

Con una sequenza di decreti dirigenziali regionali, il Dipartimento regionale delle Attività produttive ha varato l’“Avviso per contributi straordinari” destinato a stabilimenti balneari e ad altre attività economiche localizzate sui litorali danneggiati dal passaggio del ciclone Harry, con importi fino a 20.000 euro per beneficiario. L’erogazione è affidata a Irfis-FinSicilia. Per semplificare, la Regione ha sostituito la “perizia asseverata” con una autocertificazione, ha chiarito la cumulabilità dei ristori con altri aiuti (entro il tetto del danno dichiarato) e ha definito la finestra per presentare domanda: dalle 12 del 17 febbraio alle 12 del 27 febbraio scorso. Una successiva proroga tecnica dovuta al blocco dei portali nazionali di servizio ha spostato il termine alle 12 del 28 febbraio.

Perché Niscemi viene prima: la frana e le misure d’urgenza

La Regione ha esteso esplicitamente l’accesso ai ristori anche alle imprese di Niscemi, su indicazione del presidente Renato Schifani (commissario delegato all’emergenza). Una squadra Irfis con il direttore generale Giulio Guagliano ha lavorato in loco per assistere gli operatori nella finalizzazione delle domande.

Sul fronte delle famiglie sfollate, sono già partite misure d’urgenza: contributi per l’ospitalità, censimento degli immobili disponibili e primi pagamenti per i nuclei evacuati. Il 20-22 febbraio si sono registrate le prime erogazioni (da circa 800 euro a famiglia) e l’attivazione dei primi mandati: elementi che hanno spinto l’esecutivo regionale a enfatizzare l’urgenza di “dare respiro” anche al tessuto produttivo locale.

Quanti soldi ci sono davvero: tra Regione, Protezione civile e decreto nazionale

Il 26 gennaio scorso il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna, con stanziamenti iniziali per i “primi interventi” e durata di 12 mesi prorogabile: una cornice che sblocca deroghe e consente ordinanze urgenti.

A livello regionale, la giunta ha anticipato risorse proprie per gli interventi immediati, mentre il successivo “decreto maltempo” nazionale ha mobilitato ulteriori fondi. Tra delibere di protezione civile e decreto, il governo ha indicato un volume di risorse complessive superiore a 1,2 miliardi di euro per l’emergenza collegata al ciclone “Harry” e alla frana di Niscemi.

Sul perimetro delle bollette, l’Arera ha disposto la sospensione per sei mesi di luce, gas, acqua e rifiuti nei Comuni individuati dall’ordinanza nazionale: un aiuto “orizzontale” a famiglie e attività economiche per liberare liquidità.

Che cosa aspettarsi nei prossimi giorni: istruttoria, accrediti e priorità

Con la chiusura delle finestre digitali, le strutture tecniche hanno avviato la ricognizione e la prioritizzazione delle istanze. L’obiettivo politico-amministrativo indicato dalla Regione è di attivare i primi pagamenti entro pochi giorni dalla chiusura del caricamento, partendo dai territori dove l’interruzione dell’attività è stata più prolungata e l’indotto più fragile.

La priorità a Niscemi risponde a una logica di urgenza sociale (centinaia di sfollati, rete commerciale da tenere in vita) e di continuità economica nei Comuni più colpiti della costa ionica ed etnea, dove il ciclone ha inciso su stagionalità e prenotazioni. Il governo regionale ha anche attivato canali “one stop” per ridurre i tempi istruttori e facilitare le integrazioni laddove la documentazione risulti carente.

Oltre i 20.000 euro: misure collaterali e sostegni “di contesto”

Moratoria Irfis sui mutui in essere per le imprese che dichiarano danni da “Harry”: sospese per tutto il 2026 sia quota capitale sia interessi (con proroga di un anno della scadenza). Domande entro il 10 marzo 2026 via PEC. È una misura trasversale per tutte le imprese dell’Isola, utile a liberare cassa mentre maturano i ristori.

Sospensione bollette per sei mesi nelle aree colpite, decisa dall’Arera: vale per famiglie e attività produttive su luce, gas, acqua e rifiuti, perimetro definito dall’ordinanza nazionale.

Il decreto nazionale ha inoltre attivato un pacchetto di misure che supera in totale 1,2 miliardi di euro tra fondi protezione civile e capitoli ad hoc, con focus su Niscemi (stimati 150 milioni per delocalizzazioni e messa in sicurezza) e sostegni orizzontali al lavoro e alla liquidità.