il bilancio
Lo stato di salute delle partecipate siciliane: bene i parchi, soffre il Consorzio autostrade, ma c'è un re indiscusso
La fotografia dei conti delle società partecipate dalla Regione emerge dal bilancio consolidato, che è positivo ma è figlio della somma tra enti virtuosi e altri molto meno
Come stanno le società e gli enti regionali? Oggi in giunta verrà svolta la “visita periodica” delle entità che ruotano attorno alla Regione. È il cosiddetto “consolidato”, cioè il bilancio delle partecipate che va riversato in quello regionale. Dai primi segnali, il dato complessivo sarebbe positivo. Vale a dire, tra perdite e utili, il bilancio combinato Regione-enti avrebbe fatto registrare il segno “più” di quasi 3,5 miliardi di euro, con una crescita di quasi 97 milioni.
Ma ovviamente, il risultato generale, che fa riferimento ai bilanci del 2024, è il frutto della somma tra conti virtuosi e quelli più in sofferenza. È il caso, ad esempio, del Cas, l'ente delle autostrade siciliane, che ha fatto segnare il “rosso” più evidente: circa 46,5 milioni di perdite. Segno meno anche per la voce che fa riferimento al Fondo Sicilia-Irfis (7,8 milioni, nel 2024), mentre l'Ente per lo sviluppo agricolo ha fatto segnare un -2,9 milioni di euro.
Esistono poi realtà a due facce. Stesso settore, ma risultati molto diversi. È il caso, ad esempio, degli Enti regionali per il diritto allo studio, dov, da pochi giorni sono arrivati i nuovi presidenti: se, ad esempio, l'Ersu di Catania ha fatto segnare un passivo di un milione, l'omologo palermitano, guidato in quegli anni dalla dirigente Margherita Rizza in qualità di commissario, ha fatto registrare un utile di circa 15,78 milioni di euro. Rizza è attuale commissario della Fondazione orchestra sinfonica che ha fatto segnare un utile di 400mila euro.
Luci e ombre anche nel settore delle case popolari. Tra tutti gli Iacp, quello che ha fatto segnare la perdita maggiore è quello di Trapani (meno 3,3 milioni), mentre quello di Palermo si è rivelato assai virtuoso, con un utile da 7,2 milioni di euro.
Sorridono, poi, gli enti parco siciliani. Quasi tutti in attivo o comunque vicini al pareggio. Spicca, tra tutti, quello di Naxos e Taormina che nel 2024 ha fatto registrare un attivo di 4,1 milioni di euro. Ma anche gli altri se la sono cavati bene, come è nel caso di Morgantina (+1,2 milioni), Segesta (+1,3 milioni), Valle dei Templi (+1,9 milioni), Etna (1,2 milioni).
Bene anche Siciliacque, con un attivo di 1,4 milioni di euro. Ma il “re” dei bilanci resta sempre il Fondo pensioni. L'ente, ricchissimo e non a caso chiamato in causa dalla Regione quando c'è da portare a termine qualche operazione immobiliare, ha fatto registrare nel 2024 un utile di oltre 103 milioni di euro.