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La Corte dei Conti striglia i revisori del Comune di Catania: «Mai inviati i dati sul rendiconto 2024, è una grave violazione»

La magistratura contabile ordina all'amministrazione comunale di sollecitare i "controllori" etnei, e invita il Consiglio comunale a prendere eventuali provvedimenti

10 Marzo 2026, 06:00

Corte Conti a Palermo

La Corte dei Conti di Palermo

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Una tirata d'orecchie in pieno stile Corte dei Conti. E, quando accade, per il Comune di Catania non è mai piacevole. Sempre per quella famosa storia del dissesto economico-finanziario, che agita i pensieri dell’amministrazione e dei consiglieri comunali, che nei giorni scorsi hanno potuto leggere il contenuto della deliberazione numero 17 della magistratura contabile.

La Sezione di controllo per la Regione Siciliana si è riunita lo scorso 17 febbraio. Ma l’esito dell’adunanza è arrivato soltanto pochi giorni fa. Ed è, appunto, un rimprovero. Stavolta più che all’amministrazione comunale al collegio dei revisori dei conti di Palazzo degli Elefanti, che non avrebbero risposto al questionario di controllo sul bilancio consuntivo 2024.

La Corte dei Conti, infatti, fra gli strumenti che ha a sua disposizione per monitorare l’andamento economico-finanziario della pubblica amministrazione, ha anche quello dei questionari: una serie di domande alle quali rispondere per avere un quadro generale dello stato delle casse di palazzo. Nella deliberazione dei giorni scorsi, si legge che il 5 maggio 2025 si è aperto il periodo regionale per la compilazione del consuntivo 2024. Una data comunicata dalla Corte dei Conti all’organismo di revisione contabile del municipio.

Quasi un anno dopo, però, i revisori del Comune non avrebbero compilato ancora nulla. E questo nonostante un sollecito inviato il 14 gennaio 2026, «cui l’Organo di revisione non ha dato riscontro», si legge nella deliberazione della magistratura contabile. «Risulta evidente - si lamenta la Corte - l’importanza di una completa e tempestiva compilazione e trasmissione della relazione-questionario dell’organo di revisione,al fine di consentire alla Sezione regionale di controllo di assolvere al proprio compito istituzionale di tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica». Da cui deriva che «il mancato invio dei questionari di che trattasi o il grave ritardo nella trasmissione degli stessi costituisce, dunque, grave violazione di un preciso obbligo di legge».

Non è, insomma, un obbligo sul quale scherzare. Da cui l’ordine contenuto nella deliberazione: ai revisori dei conti di adempiere, all’amministrazione comunale di metterli nelle condizioni di farlo e al Consiglio comunale «per le valutazioni di propria ed esclusiva competenza». Tra le quali anche la valutazione della revoca dell’incarico all’organo di revisione contabile.

Il rendiconto 2024 è stato approvato il 23 settembre 2025 ed è stato il primo dopo che l’Organismo straordinario di liquidazione, insediatosi per rimediare ai disastri del dissesto economico-finanziario, aveva finito il suo lavoro. Era, insomma, un consuntivo che portava in sé i semi del futuro. E sul quale adesso si staglia una contestazione che, invece, riporta la mente al passato.