9 marzo 2026 - Aggiornato alle 23:03
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guerra e caro carburante

Gasolio a 2,469 euro a Catania, “cartello” (e prezzi record) dei benzinai a Palermo: chi ci guadagna davvero?

La rappresentante della categoria in Sicilia si difende dalle accuse di speculazione. Dal sito Osservatorio prezzi la mappa dei picchi positivi e negativi

09 Marzo 2026, 21:13

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Anche domani, martedì 10 marzo, ai distributori di carburante gli automobilisti troveranno il prezzo di diesel e benzina ulteriormente aumentato. Nell'ultima settimana in media si registrano +30/35 centesimi a litro. Da quando è iniziata la guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, l'asticella non si ferma. E la Sicilia registra una delle peggiori performance a livello nazionale. «Ma la colpa non è nostra - mette le mani avanti Francesca Costa, vicepresidente nazionale della Federazione italiana benzinai e presidente di Confesercenti Palermo - la gente pensa che noi ci stiamo arricchendo, in realtà ci stiamo impoverendo come tutti». 

Chi gestisce un rifornimento a marchio è soggetto a un contratto di fornitura in esclusiva, cioè non può scegliere da chi comprare il carburante. Dall'altra parte è obbligato a esporre i prezzi che la compagnia petrolifera gli indica. «Il nostro margine di guadagno è di 4 centesimi a litro - spiega Costa - quindi se l'utente mette 30 euro e il prezzo sale come in questi giorni, il nostro margine si riduce, perché i litri erogati diminuiscono. Dall'altra parte ho bisogno di maggiore liquidità per comprare la stessa quantità di prodotto dal mio fornitore unico».

Discorso diverso per i distributori liberi, le cosiddette pompe bianche, che possono acquistare il carburante da chi vogliono e non sono vincolati alle compagnie petrolifere nemmeno per i prezzi alla colonnina. Eppure in molti casi, negli ultimi giorni, in questi rifornimenti non si sono registrati prezzi più bassi. Anzi. La situazione, comunque, anche in Sicilia è a macchia di leopardo. Il polso reale è restituito dal sito Osservatorio Prezzi del ministero delle Imprese, unica piattaforma sicura perché i titolari delle singole stazioni hanno l'obbligo di comunicare ogni variazione di prezzo. 

Dal sito si evince, ad esempio, che a Catania il prezzo del gasolio in modalità servito ha raggiunto picchi di 2,469 euro. E la benzina di 2,247 euro. Ma c'è ancora chi, in modalità self, oggi 9 marzo, ha esposto prezzi più ragionevoli: i più bassi si registrano a San Giovanni La Punta dove un distributore Sepa (ex Sp energia siciliana) ha comunicato 1,619 euro a litro per il gasolio self e 1,669 per la benzina. Ma appare un caso unico. Il secondo meno caro è a Tremestieri Etneo con la benzina self a 1,779 euro e il diesel a 1,879 euro. Più in generale sono pochissime le realtà che vendono ancora il gasolio - che ha subito i maggiori rincari - a meno di 1,90 euro. 

A Palermo i prezzi più bassi sono all'Eni di Corso Calatafimi con la benzina a 1,749 euro a litro e il gasolio a 1,859 euro. Mentre decine di rifornimenti - rivela ancora l'Osservatorio - applicano tutti gli stessi prezzi molto alti: 2,099 euro per il gasolio in modalità self (che arriva a 2,499 per il servito) e 1,877 per la benzina (sale a 2,227 per il servito).

Costa fa notare quello che tutti ripetono da giorni: «L'aumento a monte è ingiustificato perché oggi si sta vendendo carburante comprato un mese fa». In realtà Unem, la sigla che unisce e rappresenta le principali imprese che operano in Italia nel settore della raffinazione, sottolinea che i prezzi dei carburanti «seguono coerentemente – in aumento e in discesa - gli andamenti delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati».

Quindi il prezzo di partenza non lo fa quanto è costato in origine il carburante che oggi si vende alla colonnina, ma a quanto oggi le borse di riferimento quotano i prodotti raffinati (non il petrolio, anche su questo c'è differenza). E ancora: «Nel prezzo dei carburanti - aggiungono - prevale la componente fiscale, largamente incomprimibile e del tutto indipendente, che tende a diluire il reale beneficio derivante dalla diminuzione del prezzo industriale. L’Iva si applica al prezzo industriale più l’accisa, divenendo di fatto una “tassa sulla tassa”». 

Nell'ultimo report fatto da Unem il 3 marzo, si concludeva che «i prezzi italiani al netto delle tasse sono i più bassi d’Europa e non i più cari. Dall’ultima rilevazione della UE (23 febbraio) la benzina, al netto delle tasse, era inferiore di 3,3 centesimi euro/litro rispetto alla media dell’area euro, mentre il gasolio di 6,3 centesimi. Nonostante ciò, al consumo (dunque tasse comprese) era superiore rispettivamente di 3,5 e 8 centesimi».