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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 1 aprile 2026 23:30
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Palermo

Prandini, Coldiretti: "Con la guerra due miliardi di export a rischio"

"Dare risposte veloci per mantenere crescita economica dell'agroalimentare"

10 Marzo 2026, 12:30

12:37

Prandini, Coldiretti: "Con la guerra due miliardi di export a rischio"

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«Laddove la situazione non dovesse ritornare a una forma di normalità, rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per quanto riguarda tutti i prodotti deperibili». Lo ha detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, a margine dell’assemblea dell’associazione di categoria a Palermo, parlando dei disagi legati al caro carburante dovuto alla guerra tra Usa e Iran.
«Questo perché - ha proseguito - l’allungamento delle tratte, con la chiusura del canale di Suez, provocherebbe comunque un rallentamento rispetto a un canale che è sempre stato fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il Medio Oriente e i paesi asiatici. Rispetto a questo la tempestività e la velocità nel cercare di dare risposte, diventa determinante per mantenere una crescita economica che l’agroalimentare, l'agricoltura fino a oggi sono riusciti a garantire».

«A preoccupare - ha sottolineato Coldiretti - sono soprattutto i prodotti deperibili, a partire da florovivaismo e ortofrutta. Le mele trovano una piazza importantissima, il 13 per cento del valore dell’esport, nei mercati dell’area Mediorientale. Inoltre lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata. Alcune spedizioni in viaggio - è stato spiegato - sono state deviate verso l’India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti. A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte. Intanto - ha confermato Coldiretti - si registrano aumenti annunciati dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia anche per effetto di manovre speculative».

«Il florovivaismo siciliano è tra i settori più colpiti dalla guerra nel Golfo. Proprio nel pieno delle spedizioni verso il Medio Oriente, dalla Sicilia sarebbero dovuti partire più di duemila container diretti a Dubai, Arabia Saudita e Kuwait, ma le consegne sono state annullate e rinviate a data da destinarsi. Questo comporterà una perdita economica che si aggira intorno ai 100 milioni di euro di fatturato per il vivaismo siciliano e in Italia in generale sarà molto di più. Si tratta di uno stop improvviso che arriva nel momento più delicato per le nostre esportazioni». Lo ha detto Mario Faro, della consulta florovivaismo Coldiretti Sicilia, parlando con i giornalisti a Palermo a margine dell’assemblea regionale dell’associazione di categoria.
«Oltre al danno delle esportazioni ferme - ha proseguito - stiamo registrando anche un aumento dei costi lungo tutta la filiera produttiva. Plastica, materiali tecnici e componenti per l'irrigazione, stanno diventando più cari e difficili da reperire. Se la situazione non si sbloccherà rapidamente, il rischio è di compromettere una parte significativa della stagione commerciale», ha concluso Faro.