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21 marzo 2026 - Aggiornato alle 17:49
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indici in rialzo

Borse in rally, crollano gas e petrolio: è effetto-distensione sui mercati

Il future sul gas perde il 16%, il greggio scende sotto gli 80 dollari dopo le parole di Trump sul conflitto. Piazza Affari vola con il settore bancario, mentre il G7 studia interventi coordinati sugli stock strategici

10 Marzo 2026, 20:02

20:10

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Giornata di forte volatilità sui mercati internazionali, dove le quotazioni di gas e petrolio hanno segnato un'inversione di rotta decisiva dopo le recenti tensioni. Il "rimbalzo" delle Borse europee ha beneficiato del calo dei prezzi energetici, con il future sul metano (TTF) che ha chiuso a 47 euro al MWh (-16%) e il petrolio che ha ceduto circa il 15%, attestandosi intorno agli 80 dollari al barile. A favorire la distensione hanno contribuito le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha ipotizzato una rapida conclusione delle ostilità, e la decisione di diversi Paesi del Golfo di ridurre i livelli di produzione giornaliera nel tentativo di stabilizzare il mercato.

Il G7 Energia cerca una rotta comune

Mentre il mercato reagisce, la diplomazia economica si muove per scongiurare nuove speculazioni. Dopo il via libera di principio espresso dai ministri delle Finanze del G7 sull'eventuale utilizzo degli stock strategici, i ministri dell'Energia, riuniti d'urgenza a Parigi, hanno approfondito le modalità tecniche di un possibile intervento coordinato. In Italia, nel frattempo, cresce la pressione sul governo per misure immediate: Federconsumatori ha invocato un taglio delle accise di 20 centesimi, sottolineando la necessità di riattivare il meccanismo dell'accisa mobile per mitigare l'impatto dei rincari sui consumatori finali.

Piazza Affari in spolvero

Il clima favorevole ha spinto gli indici azionari del Vecchio Continente verso chiusure in netto rialzo: Madrid ha guidato la corsa (+2,9%), seguita da Milano (+2,6%) e Francoforte (+2,3%). A Piazza Affari hanno brillato i titoli a elevata capitalizzazione, in particolare il comparto bancario, con Unicredit, Mediobanca e Mps che hanno registrato guadagni superiori al 4%. Positiva anche Tim (+3,9%), mentre Eni ha terminato la seduta in lieve flessione (-0,6%). Wall Street, al contrario, ha mantenuto un profilo decisamente più cauto, muovendosi per gran parte della seduta in prossimità della parità, a testimonianza di una prudenza che persiste oltreoceano nonostante il ridimensionamento dei costi energetici.