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Mps-Mediobanca, via libera alla fusione: nasce un gigante da 700 milioni di sinergie

Approvato il piano di incorporazione di Piazzetta Cuccia nell’istituto senese con un concambio di 2,45 azioni. Il progetto punta a ridisegnare il mercato italiano del corporate e private banking, con l'obiettivo di distribuire 16 miliardi di dividendi in cinque anni

10 Marzo 2026, 22:11

22:20

Mps-Mediobanca, via libera alla fusione: nasce un gigante da 700 milioni di sinergie

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È ufficiale: i consigli di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca hanno deliberato il progetto di fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia nell'istituto senese. L'operazione, che porterà al delisting del marchio di Piazzetta Cuccia, si basa su un rapporto di concambio di 2,45 azioni Mps per ogni azione Mediobanca, un valore che incorpora un premio significativo rispetto alle attese del mercato.

I pilastri del progetto industriale

L'integrazione non è solo finanziaria ma si inserisce in un profondo piano di riassetto strategico. Le attività di Corporate & Investment Banking e Private Banking di fascia alta confluiranno in una nuova Mediobanca, controllata al 100% da Mps, che manterrà in custodia anche la prestigiosa partecipazione in Generali. Parallelamente, le reti di consulenza finanziaria — Mediobanca Premier e Banca Widiba — saranno fuse sotto il brand Mediobanca.

L'ambizione dichiarata dai vertici è duplice: generare 700 milioni di euro di sinergie e sostenere il piano industriale del Monte, che punta a distribuire ai soci 16 miliardi di dividendi in cinque anni.

Impatto sull'azionariato e iter autorizzativo

Il completamento della fusione, atteso entro la fine del 2026, è subordinato al via libera delle autorità di vigilanza (BCE e Banca d'Italia), al parere del Governo per l'esercizio del golden power e al voto delle assemblee straordinarie.

L'operazione modificherà significativamente il registro degli azionisti di Rocca Salimbeni: Delfin si attesterà al 16,1%, Gruppo Caltagirone al 9,4%, Blackrock al 4,6%, MEF al 4,5%, Banco BPM al 3,4%. Il flottante rappresenterà circa il 62% del capitale.

Il dialogo con la BCE e la reazione dei mercati

Mentre la fusione prende forma, il cda di Mps è impegnato a rispondere ai rilievi della vigilanza europea, che ha richiesto garanzie sull'autonomia di giudizio (independence of mind) dei futuri consiglieri e solide competenze bancarie per la figura dell'amministratore delegato. Il board senese si prepara a inviare una missiva per confermare la piena rispondenza delle candidature — inclusi i tre profili per la carica di AD — ai criteri di rigore richiesti da Francoforte.

A Piazza Affari, il mercato ha accolto con favore il piano: sulla scia del clima di distensione geopolitica globale, i titoli di entrambi gli istituti hanno chiuso in netto rialzo, con Mediobanca a +5,04% e Mps a +4,95%.