12 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:42
×

i numeri inps

La fatica doppia di essere donna in Sicilia: meno di 4 su 10 hanno un lavoro e i contratti indeterminati vanno agli uomini

A dirlo sono i dati, oltre che le storie di chi questa differenza potrebbe raccontarla partendo dalla propria quotidianità. L'Inps fotografa una situazione emergenziale

12 Marzo 2026, 18:10

18:20

genere disparità donne

Seguici su

Switch to english version

Essere donna e vivere in Sicilia comporta fatica, molta di più rispetto a chi vive nelle altre Regioni italiane. Sul lavoro e a casa. A dirlo sono i numeri, oltre che le storie di chi questa differenza potrebbe raccontarla partendo dalla propria quotidianità. L'Inps, nel suo report Rendiconto di genere 2025, fotografa una situazione emergenziale. Sull'isola solo poco più di tre donne su dieci lavorano, sei su dieci sono inattive e la gran parte di queste non cerca un'occupazione. Un fenomeno che interessa anche le più giovani.

«Dal Focus dei dati siciliani - spiega la presidente del comitato regionale Inps Sicilia, Valeria Tranchina - riscontriamo come lo svantaggio femminile sia il combinato di problemi strutturali anche peggiori a confronto delle medie nazionali».

I numeri: il tasso di disoccupazione femminile è del 15% rispetto all' 11,8% maschile; il tasso di inattività tra le donne è del 58,8% rispetto al 33% degli uomini. Anche tra i Neet - i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorso formativo - il genere femminile in Sicilia mostra la seconda percentuale peggiore nazionale con il 27,4%.

Se si guarda al tasso di occupazione complessivo, il genere femminile in Sicilia si attesta al 37,5% (sono occupate solo 535mila donne su 1,4 milioni di over 15), mentre quello maschile è al 62,5% (892mila) con un divario del 25%, valore superiore al dato nazionale del 17,8%.

Guardando alle nuove assunzioni del 2024, quelle femminili rappresentano il 36,3% del totale. Se si considera la tipologia di contratto, «tra quelli a tempo indeterminato - precisa la presidente Inps Sicilia - solo il 31,4% sono donne rispetto al 68,6% di uomini. Ed, ancora - aggiunge - nel numero totale delle assunzioni part time le donne sono interessate per il 53,4% rispetto al 46,6% degli uomini, a conferma del fatto che le donne sono maggiormente impiegate in occupazioni discontinue, precarie, part time volontari e involontari, lavoro povero e confinate in settori lavorativi dal basso valore aggiunto».

Evidente che la condizione lavorativa fa i conti con servizi educativi per la prima infanzia largamente insufficienti. La Sicilia offre solo 13,9 posti negli asili nido ogni 100 bambini (0-2 anni), posizionandosi all'ultimo posto in Italia insieme alla Campania (13,2). Lontanissimo l'obiettivo minimo stabilito dall'Unione Europea di 33 posti ogni 100 bambini. 

«Il report fotografa come le donne lavoratrici siano penalizzate rispetto al mondo del lavoro soprattutto dalla fase della maternità - sottolinea la presidente Tranchina - con un picco delle difficoltà nella fase di gravidanza che permane sino alle varie fasce di età dei figli. Si sconta con la penalità salariale e la progressione di carriera l'accudimento in generale dei familiari (bambini, anziani e fragili) per la mancanza di una rete di infrastrutturazione sociale di prossimità - non solo gli asili nido, anche le scuole a tempo pieno, le residenze per anziani e non autosufficienti, i servizi sociali per la disabilità. Le donne continuano a rimanere l'ammortizzatore sociale della comunità siciliana».

Ultimo dato che conferma la disparità tra la Sicilia e il resto d'Italia è quello sulla speranza di vita. Per le donne siciliane alla nascita è di circa 83,7 anni, due anni in meno rispetto alla media nazionale femminile di 85,6 anni.