13 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:18
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Caro carburanti, «I gestori non sono responsabili sull’aumento dei prezzi»

Lo sfogo di Antonio Famà, proprietario e gestore di un distributore di carburante Ip in provincia di Catania

13 Marzo 2026, 08:15

08:21

Caro carburanti, «I gestori non sono responsabili sull’aumento dei prezzi»

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L’aumento del prezzo del carburante, tornato al centro del dibattito pubblico nelle ultime settimane, è uno degli effetti più tangibili delle tensioni internazionali legate ai conflitti in corso. Le dinamiche della guerra incidono direttamente sui mercati energetici globali, alimentando incertezza, speculazioni e difficoltà nelle catene di approvvigionamento. Il risultato si riflette sui distributori, dove imprese e consumatori si trovano a fare i conti con costi sempre più elevati.

La Sicilia ha raccolto lo sfogo di Antonio Famà, proprietario e gestore di un distributore di carburante Ip a Piano Tavola.

«Non si fa altro che parlare di benzina e gasolio alle stelle - spiega Famà (nella foto) - addebitando ai gestori l’aumento dei prezzi, ma serve fare una considerazione. Come previsto dalla Legge Sviluppo (articolo 51 della legge 23 luglio 2009, 99) è il ministero delle Imprese e del Made in Italy a comunicare costantemente il prezzo dei prodotti petroliferi sopra cui non si può vendere. Non è un prezzo imposto, ma consigliato. Le faccio un esempio. Io gestore una volta con dieci euro caricato sette litri di benzina, oggi con dieci euro carico quasi cinque litri di benzina. La provvigione di un gestore è al litro e in questo modo ho già perso due litri ogni dieci euro. Se incasso mille euro al giorno in realtà ci sto perdendo perché i litri venduti non sono più mille, ma 600-700. Regolarmente è la compagnia petrolifera che manda ai distributori una mail con i prezzi aggiornati, con gli aumenti che è il ministero a indicare, non il distributore. Come se fosse una quotazione in borsa: in cui né le compagnie né i gestori delle pompe di benzina o gasolio hanno un ruolo».

Nel sali scendi dei costi, dunque, una sola certezza. Il prezzo finale del carburante nasce dalla combinazione di mercato, tasse e politiche commerciali delle compagnie petrolifere. Con una parte molto rilevante del prezzo stabilita dallo Stato attraverso le accise (imposte fisse sui carburanti) e l’Iva al 22%.