l'analisi
Webuild cresce oltre il piano, in quattro anni raddoppiati i ricavi
Tra i maggiori gruppi del paese , traino di filiera, export, occupazione e sicurezza, rafforzando la competitività italiana globale
Webuild manda in soffitta il vecchio piano industriale con risultati oltre le previsioni. In particolare il gruppo ha ottenuto ricavi e margine operativo lordo raddoppiati in quattro anni e il margine in crescita all'8,6%.
Sono state "superate le attese del piano su tutte le dimensioni, con la sicurezza delle nostre persone sempre al centro. Negli ultimi tre anni abbiamo compiuto un salto di qualità significativo", spiega l'amministratore delegato Pietro Salini.
Guardando ai risultati ottenuti nel 2025, ultimo anno del piano industriale, emerge una performance oltre le previsioni. I ricavi hanno registrato una crescita del 15% a 13,6 miliardi di euro e l'utile netto è aumentato del 13% a 280 milioni. Numeri che consentono di proporre all'assemblea, convocata per il 29 aprile, il pagamento di un dividendo di 0,081 euro per ciascuna azione ordinaria e di 0,26 euro per ciascuna azione di risparmio esistente.
Il portafoglio ordini totale del 2025 si attesta a 58,4 miliardi. In termini geografici è prevalentemente distribuito tra Italia, Europa, Australia, Stati Uniti e Arabia Saudita.
Da inizio 2026 i nuovi ordini, includendo i progetti per i quali Webuild è risultata migliore offerente, sono pari a circa 1,8 miliardi. La pipeline commerciale di breve termine del gruppo ammonta a 91,1 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 19,1 miliardi e gare in fase di preparazione per 8,8 miliardi.
Nonostante la complessità degli "ultimi tre anni, non solo abbiamo conseguito risultati ben superiori al piano ma abbiamo anche completato una trasformazione strutturale", sottolinea Salini agli analisti finanziari. Prendendo in esame i risultati del triennio del piano, emerge una dinamica commerciale superiore alle attese con ordini ben oltre il target di oltre 13 miliardi. Il portafoglio ordini construction ha raggiunto i 50,9 miliardi, tra i più alti per il settore e con il 90% in Paesi a basso rischio.
Sulla presenza di Webuild all'estero, Salini ha chiarito che sul fronte del Medio Oriente, al momento, "non c'è alcun effetto o impatto pratico sui progetti in corso. L'unico progetto nell'area è in Arabia Saudita, che è un paese molto sicuro". Un quadro che assicura una visibilità piena dei ricavi previsti nel 2026 e per i prossimi anni.
Il gruppo ha realizzato anche 13.000 nuove assunzioni medie annue dal 2023 e più di 3 milioni di ore di formazione erogate.
Ora, archiviato il piano 'Roadmap al 2025 - The Future is Now', per conoscere le strategie future bisognerà attendere il capital market di giugno quando sarà presentato il nuovo business plan triennale.