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Fitch conferma l'Italia a BBB+: stabilità finanziaria, ma la bassa crescita resta il tallone d'Achille
Investment grade consolidato, debito al 137,8% del Pil e crescita fiacca comprimono la capacità di manovra, ma la stabilità porta vantaggi concreti per Tesoro, banche e imprese
Il 13 marzo 2026 i desk dei mercati non hanno registrato scossoni né improvvise impennate dei rendimenti. Fitch Ratings ha infatti confermato il rating sovrano dell’Italia a "BBB+" con outlook "stabile".
Una decisione priva di clamori, ma rilevante per la tenuta del sistema: certifica la piena appartenenza alla fascia "investment grade" e consolida l’upgrade incassato nell’autunno 2025, maturato grazie a una maggiore fiducia nella traiettoria di finanza pubblica. Nel suo giudizio, l’agenzia mette in evidenza un equilibrio tra punti di forza strutturali e fragilità storiche.
Da un lato, l’economia italiana viene definita "ampia, diversificata e ad alto valore aggiunto". Pesano positivamente anche l’appartenenza all’Unione europea e all’Eurozona, livelli di ricchezza pro capite elevati e indicatori di governance considerati relativamente solidi.
Sul versante opposto, il debito pubblico rimane il principale fattore di vulnerabilità, comprimendo la flessibilità di bilancio e la capacità di intervento del governo.
Secondo le proiezioni, il rapporto debito/PIL toccherà un massimo attorno al 137,8% nel 2026 (137,9% nelle stime della Commissione europea), per poi avviarsi a una discesa graduale dal 2027. Questo percorso virtuoso è subordinato al mantenimento di avanzi primari duraturi e al venir meno degli effetti contabili temporanei legati ai crediti d’imposta del Superbonus.
Il vero tallone d’Achille resta però la crescita. Le previsioni delineano un ritmo troppo modesto: Bruxelles stima un PIL in aumento dello 0,4% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, sotto la media dell’UE. Demografia sfavorevole, bassa produttività e investimenti privati prudenti continuano a frenare la capacità del Paese di superare stabilmente l'1% di espansione.
È anche per questo che l’outlook di Fitch è "stabile" e non "positivo": senza un incremento della crescita potenziale, l’Italia resta esposta al rischio che shock esterni compromettano i progressi compiuti sul debito.
La conferma del rating porta comunque benefici tangibili all’ecosistema finanziario. Per il Tesoro significa poter proseguire con un calendario d’aste ordinato, rafforzando la fiducia degli investitori internazionali e contribuendo a stabilizzare gli spread. Le banche italiane ne traggono un quadro di rischio più gestibile sui titoli di Stato in portafoglio, con canali di finanziamento aperti e qualità dell’attivo preservata. Per le imprese, infine, un Paese percepito come stabile si traduce in minori costi di provvista e maggiore prevedibilità: condizioni essenziali per pianificare investimenti di lungo periodo, soprattutto nelle infrastrutture e nella transizione energetica.