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Costi

Pasqua sempre più cara per voli e treni: biglietti già a 400 euro per la Sicilia

Il test di Assoutenti che ha realizzato un monitoraggio delle tariffe aeree mentre Aduc sottolinea l'aumento dei carburanti cresciuto del 58% nella prima settimana di guerra

15 Marzo 2026, 12:36

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Pasqua sempre più cara per voli e treni:  biglietti già a 400 euro per la Sicilia

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Caro-voli anche quest’anno per le festività di Pasqua, con i prezzi minimi dei biglietti da nord a sud Italia che, se acquistati oggi, arrivano su alcune tratte a superare i 400 euro tra andata e ritorno.

Lo denuncia Assoutenti, che ha realizzato giovedì scorso un monitoraggio delle tariffe aeree.

«Nonostante manchino ancora 20 giorni alla Pasqua, i prezzi dei voli risultano già molto elevati al punto che partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, la spesa minima parte da 418 euro per la tratta Genova-Catania, 343 euro per andare da Milano a Crotone, 324 euro da Roma a Reggio Calabria (308 euro se si parte da Milano) - spiega Assoutenti -. Servono più di 320 euro per volare nelle stesse date verso Catania partendo da Torino, Firenze e Ancona. Tra i prezzi più alti anche la tratta Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro), Milano-Catania (290 euro), Verona-Palermo (282 euro), Bologna-Reggio Calabria (281 euro)».

Prezzi che non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere, ecc.

Sul caro voli interviene anche l'Audc. “Non potrebbe essere altrimenti. Se aumentano i costi di alcuni componenti del trasporto aereo (ma non solo), forse le compagnie aeree decidono di comprimere i propri guadagni e, magari, dividere l’onere tra loro e gli utenti del servizio? Macché. Loro continuano a guadagnare e gli utenti finali si devono accollare tutti i costi. Non solo. Ma i nostri passeggeri vengono gravati da aumenti di costi che sono sempre arrotondati all’eccesso”, sottolinea in una nota Vincenzo Donvito Maxia, presidente Aduc.

“Allo stato dei fatti i costi dei carburanti, che rappresentano circa il 30% delle spese di un trasporto aereo, sono cresciute del 58% nella prima settimana di guerra (dati Iata), mentre la chiusura dello stretto di Hormuz, da cui transita il 20% delle forniture mondiali di petrolio, non promette inversioni di rotta nella crescita. Di conseguenza aumentano anche tutti i prezzi del cosiddetto indotto del settore, dalla ristorazione a bordo a quella negli aeroporti, dalle valigie a tutti gli accessori. Aumenti che, poi, si aggiungono a quelli che i viaggiatori trovano nelle località in cui si recano”, conclude l’Aduc.

Non va meglio sul fronte dei treni: «un viaggio di sola andata (3 aprile) su un treno alta velocità, acquistandolo oggi, costa almeno 185 euro per andare con Italo da Torino a Reggio Calabria, 175 euro partendo da Milano. Con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce, 92 euro da Genova a Salerno», rileva Assoutenti.

«Si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni come effetto della maggiore domanda da parte dei cittadini che vogliono tornare a casa durante le feste, ma su viaggi e spostamenti in aereo degli italiani incombe anche un’altra minaccia: i rincari dei carburanti e le perdite subite dalle compagnie aeree negli ultimi giorni a causa della chiusura degli spazi aerei rischiano di essere a breve trasferiti sulle tariffe praticate ai consumatori, con una nuova ondata di rincari per i biglietti per tutte le destinazioni», avvisa il presidente Gabriele Melluso.