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18 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:08
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LA BOZZA

Carburanti, il governo sceglie il bisturi: taglio delle accise “lampo” per 20 giorni, stop al rafforzamento della social card e risorse limitate

Una stretta chirurgica sul prezzo alla pompa per contenere l’onda lunga del caro-energia.

18 Marzo 2026, 20:24

20:30

Carburanti, il governo sceglie il bisturi: taglio delle accise “lampo” per 20 giorni, stop al rafforzamento della social card e risorse limitate

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Un lunedì qualunque, in una stazione di servizio alle porte di Bologna: sul tabellone digitale il “2,019 €/l” per il diesel in autostrada lampeggia come un monito, mentre alla cassa un autotrasportatore fa di conto con lo sguardo fisso sullo scontrino. All’ennesimo pieno più caro di 10-15 euro rispetto a un mese fa, il dibattito non è più teorico: serve ossigeno subito. È qui che si innesta la mossa del governo: un taglio “a tempo” delle accise sui carburanti — appena 20 giorni, secondo la bozza di decreto — per frenare la corsa dei prezzi alla pompa, misura “orizzontale” che assorbe (almeno per quest’anno) l’idea di un ulteriore rafforzamento mirato della social card. Un compromesso dettato da risorse scarse e da una curva del petrolio che negli ultimi giorni si è impennata, spingendo benzina e gasolio su livelli d’allerta.

Cosa prevede la bozza

Secondo le anticipazioni, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a una bozza che introduce un taglio delle accise valido per 20 giorni su tutti i carburanti principali. La scelta di un intervento “orizzontale” — e quindi non selettivo — è motivata dalla necessità di produrre un effetto immediato e facilmente verificabile sui prezzi esposti in pompe e autostrade. La durata ridotta risponde, invece, al vincolo di cassa: lo spazio finanziario disponibile è limitato (le stime parlano di risorse “sotto il miliardo”), mentre il gettito da accise e IVA sui carburanti resta una voce strutturale del bilancio pubblico.

L'obiettivo

attenuare il picco dei listini alla pompa registrato a inizio marzo 2026, innescato dall’impennata del Brent/Wti e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con effetti visibili sui prezzi italiani in pochi giorni. Diverse ricognizioni di mercato segnalano benzina e diesel in risalita, con soglie oltre i 2 euro/litro in autostrada per il diesel e punte di 1,90 euro/litro per la benzina su rete ordinaria. Fonti e rilevazioni: Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, aggregazioni private su base MIMIT, e analisi delle associazioni dei gestori. Vedi gli ultimi aggiornamenti operativi su piattaforme come OpenCarburanti e dossier settimanali di FIGISC e siti di monitoraggio prezzi.

Il meccanismo

L’intervento “a tempo” non va confuso con la cosiddetta accisa mobile già prevista dall’ordinamento dal 2023: quell’attivazione richiede parametri tecnici (scostamento dei prezzi medi su più mesi) che oggi non garantirebbero un impatto sufficiente o tempestivo; da qui l’esigenza di un decreto ad hoc per superare, in via temporanea, i criteri vigenti.

La platea

Tutti i consumatori, senza distinzioni di reddito o uso (privati, professionisti, flotte). La scelta “orizzontale” massimizza l’immediatezza dell’effetto allo scontrino ma diluisce l’efficienza redistributiva.

Perché 20 giorni: una finestra per “raffreddare” il mercato e guadagnare tempo

Vent’anni fa si sarebbe parlato di “sconto alla pompa”. Oggi lo strumento è più sofisticato ma la logica è la stessa: ritoccare l’imposizione indiretta per attenuare un picco esogeno dei prezzi. La finestra di 20 giorni ha tre funzioni: dare un segnale psicologico e politico al mercato in una fase di rialzi rapidi, evitare un impegno di spesa plurimensile quando il margine di bilancio è ridotto, valutare, a cavallo di fine marzo e inizio aprile 2026, se le quotazioni del greggio e le rilavorazioni (crack spreads) si normalizzano o se servirà un secondo intervento (che, in assenza di maggior gettito, diventerebbe più arduo).

Secondo le rilevazioni più recenti, il differenziale italiano di tassazione rispetto alla media UE resta significativo: +10,1 cent/l sulla benzina e +21 cent/l sul gasolio rispetto alla media dei 27, il che spiega perché una manovra sulle accise, per quanto limitata, possa riflettersi rapidamente sui listini.

Quanto vale in tasca? Tre scenari di risparmio

La bozza non indica (al momento) l’esatta entità del taglio per litro. Per offrire un ordine di grandezza, ecco tre scenari esemplificativi per un pieno da 50 litri

  1. Taglio di 5 cent/l: risparmio di 2,50 euro a pieno.
  2. Taglio di 10 cent/l: risparmio di 5 euro a pieno.
  3. Taglio di 15 cent/l: risparmio di 7,50 euro a pieno.

Su un utilizzo medio di 3 pieni nel periodo (dipende da percorrenze e veicolo), l’effetto andrebbe da 7,50 a 22,50 euro per auto. L’impatto macro complessivo dipende dalla ripartizione dei consumi tra benzina, gasolio e GPL/metano, dal numero di rifornimenti e dall’elasticità dei prezzi “netti” delle compagnie in funzione del greggio. Nota prudenziale: in alcuni momenti di alta volatilità il ricalcolo dei listini può parzialmente assorbire lo sconto fiscale.

La premier

Il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri introduce un tagli di «25 centesimi al litro» sul prezzo dei carburanti, ha deto la premier Giorgia Meloni presentando il decreto. 

Il punto politico

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si muove su una lama sottile: da un lato la pressione sociale e mediatica per contenere il caro-carburanti; dall’altro i vincoli di finanza pubblica e la necessità di non compromettere la traiettoria di rientro del debito. Negli ultimi giorni, anche esponenti del governo e analisi di mercato avevano ipotizzato una accisa mobile o un decreto ad hoc: la bozza approvata sceglie la seconda strada, con durata minima e impatto immediato, rinviando eventuali proroghe alla verifica dell’andamento dei mercati nelle prossime 2-4 settimane.