IL REPORT
Sicilia ultima in quasi tutto. Il PNRR non basta e mancano ancora 1,8 miliardi
Il rapporto ASviS fotografa l'isola: undici Goal dell'Agenda 2030 sotto la media nazionale, dispersione idrica al 50%, tasso di abbandono scolastico record. I fondi arrivano, ma i traguardi restano lontani
Undici indicatori su quattordici sotto la media nazionale. Nessuno sopra. È la fotografia che l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) scatta alla Sicilia nel suo Rapporto sull'impatto del PNRR, presentato il 13 marzo al CNEL: un documento che misura con precisione chirurgica la distanza tra i soldi investiti e i risultati ottenuti. E la distanza, in Sicilia, è ancora considerevole.
I 10,4 miliardi di euro del Piano — che salgono a 14,7 se si contano anche i finanziamenti pubblici e privati associati — sono concentrati soprattutto su infrastrutture e innovazione (25,4% del totale, 2,6 miliardi), energia (21%, 2,2 miliardi) e città sostenibili (15%, 1,5 miliardi). Istruzione e formazione si fermano all'11,3%, poco più di un miliardo. Numeri imponenti sulla carta, insufficienti nei fatti: secondo le proiezioni ASviS, solo le Case della Comunità centreranno l'obiettivo prefissato. Per tutti gli altri traguardi — ospedali di comunità, assistenza domiciliare, alloggi universitari, autobus a zero emissioni, centri per l'impiego — il PNRR non arriva. In alcuni casi non arriva nemmeno alla metà del percorso.
Il quadro settoriale è quello di un'isola che accumula primati negativi. Il tasso di abbandono scolastico è il più alto d'Italia: più di uno studente su cinque ha lasciato gli studi prematuramente nel 2021, e anche dopo il Piano rimarrà al 9% di distanza dall'obiettivo europeo. Gli asili nido sono i meno diffusi del Paese. Il tasso di occupazione è il più basso della penisola, con una quota di NEET che non accenna a migliorare. La dispersione idrica supera il 50% dell'acqua immessa in rete — un dato in peggioramento, non in miglioramento.
C'è qualche nota positiva, soprattutto sul versante infrastrutturale. La copertura della rete Gigabit mostra progressi consistenti e potrebbe raggiungere l'obiettivo del 100%. È prevista la linea ad alta velocità Palermo-Catania. Il parco autobus vedrà sostituita oltre la metà dei mezzi con veicoli a zero emissioni. La raccolta differenziata migliora. Ma sono segnali che convivono con criticità strutturali che il Piano da solo non riesce ad affrontare: la mortalità per malattie non trasmissibili resta sopra la media nazionale, i procedimenti civili durano più che altrove, le truffe informatiche aumentano, la partecipazione sociale diminuisce.
La sintesi numerica è impietosa: per raggiungere tutti gli obiettivi ancora lontani entro il 2030 servirebbero altri 1,8 miliardi di euro — il 12% dell'intero investimento già messo in campo. Per il solo abbandono scolastico ne mancano 606 milioni. Per portare gli ospedali di comunità al rapporto ottimale con la popolazione, altri 238 milioni.
A livello provinciale, le differenze interne all'isola sono marcate: Etna e Caltanissetta mostrano il maggior numero di indicatori sopra la media nazionale, Siracusa il più alto numero di Goal in deficit — ben sette. Messina, al contrario, è la provincia con meno casi di netto ritardo rispetto al dato italiano.
Il PNRR sta muovendo risorse che la Sicilia non aveva mai visto concentrate in tempi così stretti. Che siano sufficienti a spostare gli equilibri storici dell'isola, il rapporto ASviS lo dice chiaramente: no, non da soli.