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Economia

Taormina fa i conti di fine estate, aperti solo 39 alberghi su 88

Di Mauro Romano

Taormina. Stagione turistica con dati milionari ma ora si registrano le chiusure degli alberghi. «Il problema della stagionalità si sta facendo sentire nel comparto lavorativo di riferimento viste le numerose chiusure delle strutture ricettive». L’ennesimo grido d’allarme arriva dal segretario regionale aggiunto della Fisascat-Cisl, Pancrazio Di Leo. «Molti alberghi hanno chiuso i battenti e quelli aperti (alcuni dei quali hanno già comunicato l’imminente chiusura, ndc) hanno notevolmente ridotto il personale. Stando ai dati a nostra disposizione - spiega Di Leo - degli 88 alberghi taorminesi solo 39 sono ancora aperti. Molti lavoratori del comparto, secondo la nuova normativa, hanno maturato una indennità di disoccupazione di 3 mesi. Per molte famiglie sarà difficile arrivare alla riapertura degli alberghi che, a pieno regime, avverrà in primavera».

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Si conferma una problematica di cui si discute da anni. «Non c’è da prendersela con gli albergatori - sostiene il presidente di Federalberghi extra, b&b e case d’epoca, Giovanni Ficarra - Al momento i voli aerei per la Sicilia sono ridotti. Se si ha necessità di partire a breve scadenza, soprattutto per il mercato italiano, il costo del biglietto lievita. È necessaria una politica, credo soprattutto da parte della Regione, che blocchi il costo del biglietti aerei e pubblicizzi in maniera massiccia che si può arrivare in Sicilia anche in treno. Mi metto nei panni degli albergatori, che restando aperti in questo periodo vanno in perdita». Una situazione che puntualmente si ripropone ogni anno. In ogni caso la stagione turistica, così come ha più volte sottolineato anche il sindaco Mario Bolognari, finora è andata benissimo, ma l’improvvisa flessione di novembre si è fatta sentire. Taormina comunque gongola con numeri milionari in ogni sua espressione commerciale e ricettiva. Nella Perla, sempre secondo i dati in possesso della Fisascat-Cisl, sono aperti 78 b&b a fronte dei 39 chiusi.

L’extra-alberghiero non incide sul mondo dei lavoratori del comparto squisitamente turistico, visto che si tratta di strutture a conduzione familiare. «Certo - conclude Piero Benigni, direttore d’albergo - in questi giorni si stanno chiudendo le strutture alberghiere anche perché si concretizzano, ad esempio, i contratti a suo tempo effettuati con i tour operator. Sarebbe importante che Taormina facesse sentire il suo peso anche sulla polemica di questi giorni relativa ai biglietti aereo troppo cari. Adesso bisognerebbe chiedersi quali possano essere le soluzioni più efficaci per allungare ulteriormente la stagione turistica».

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