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Una presenza silenziosa e costante: a Catania 218 senzatetto, 78 vivono in strada. Non va meglio a Messina
I dati del report Istat fotografano un fenomeno sociale: quello dei cartoni sui marciapiede
A Catania 218 persone sono senzatetto e 78 vivono in strada. A Messina 129 persone non hanno un tetto, 25 vivono in strada. È quanto emerge dalla prima fase della rilevazione Istat sulle persone senza dimora effettuata a Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.
Il numero delle persone senza dimora, di almeno 18 anni di età, rilevate la notte del 26 gennaio 2026 nei 14 Comuni Centro di Area Metropolitana è di 10.037 individui. Tra questi, 5.563 persone (55,4%) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna. Le altre 4.474 sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna.
Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada) - fanno sapere - seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada). Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada).
Secondo il conteggio, le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura sono il 21,4% (1.189). Mentre in strada è stato possibile distinguere il sesso per circa il 75% dei casi conteggiati: il 12% è rappresentato da donne. I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3% (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 e i 60 anni il 61,3% (3.413), mentre gli over 60 il 23,4% (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è pari al 10,6% dei casi con età rilevata. Nella fascia d'età che va tra i 31 e i 60 anni c'è una maggiore concentrazione: il 73,2%. Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11% della popolazione residente dei Comuni considerati.
Va tuttavia precisato - si legge nel report - che il collettivo dei senza dimora include anche i non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare.
Nelle grandi città italiane il numero delle persone senza dimora è una presenza silenziosa ma costante, un volto spesso invisibile tra le pieghe della vita urbana. Da Milano a Roma, passando per Napoli e Torino, le stazioni ferroviarie, i portici, le periferie e persino le aree più centrali raccontano una realtà che intreccia povertà, fragilità sociale e carenza di politiche abitative strutturali.
La questione dei senzatetto non è solo un tema di ordine pubblico o di assistenza, ma un indicatore della salute sociale delle città. Le metropoli, simbolo di opportunità e crescita, mostrano così anche le proprie fratture: quartieri gentrificati accanto a zone di forte disagio, vetrine luminose a pochi passi da giacigli di fortuna.
Raccontare i senza dimora significa dare voce a storie individuali, restituire dignità a chi vive ai margini e interrogarsi sul modello di sviluppo urbano. Perché dietro ogni cartone steso su un marciapiede c’è un percorso umano complesso, che chiama in causa istituzioni, comunità e cittadini.