Il report
Istat, a febbraio l'energia costava (molto) meno: prezzi dell'industria calati. Rincari per le costruzioni
A spingere al ribasso il settore industriale il calo - provvisorio - dei costi dell'energia, mentre materiali e carburanti sostengono i prezzi di edifici e infrastrutture: uno scenario che potrà apparire ben diverso nel report di marzo caratterizzato dalla crisi in Medio Oriente
Nel mese di febbraio 2026, l'Istat ha registrato dinamiche contrastanti per i prezzi alla produzione, con una chiara flessione nel settore industriale a fronte di lievi aumenti in quello delle costruzioni. Per quanto riguarda l'industria, i prezzi hanno subito una contrazione dello 0,4% su base mensile e del 2,7% su base annua, accentuando il calo rispetto al -1,6% rilevato nel mese di gennaio. Secondo l'Istituto, questa tendenza al ribasso è trainata quasi esclusivamente dalla diminuzione dei costi dell'energia sul mercato interno, con un impatto particolarmente significativo derivante dal calo delle tariffe per la fornitura di energia elettrica. Al netto di questa componente energetica, infatti, i prezzi industriali mostrano al contrario un moderato incremento congiunturale e una crescita tendenziale dell'1,0%. Uno scenario che potrà apparire ben diverso nel report di marzo caratterizzato dalla crisi in Medio Oriente e dai rincari generalizzati dell'energia.
Sul fronte delle costruzioni il quadro appare nettamente differente, trainato da fattori di spesa diversi. I costi per la realizzazione di edifici residenziali e non residenziali hanno registrato un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 1,3% su base annua. L'Istituto precisa che il dato annuale evidenzia un rallentamento rispetto al +2,1% di gennaio, spiegato principalmente da un "effetto base" statistico, dato che nel febbraio del 2025 si era registrato un aumento dei prezzi molto più marcato. Una dinamica simile si osserva per il settore delle infrastrutture, come strade e ferrovie, che segna un incremento mensile dello 0,5% a fronte di una flessione tendenziale quasi impercettibile, pari allo 0,1%. L'Istat attribuisce gli aumenti mensili in tutto il comparto edile e infrastrutturale principalmente al rincaro dei carburanti e di specifici materiali da costruzione.