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31 marzo 2026 - Aggiornato alle 10:08
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LE STORIE

A Catania le aziende di oggi che scrivono il domani: dalle alghe per gli integratori al robot che raccoglie arance, pere e kiwi

Uno spettro di invenzioni che tocca i settori più disparati: dalla moda all'ingegneria, passando per lo sviluppo di tecnologie capaci di prevenire gli incidenti stradali

31 Marzo 2026, 07:43

A Catania le aziende di oggi che scrivono il domani: dalle alghe per gli integratori al robot che raccoglie arance, pere e kiwi

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Lo spettro delle invenzioni è quanto mai ampio e diversificato. Si va dal robot che raccoglie le arance e le mele, all’estrazione dalle alghe della ficocianina da usare nella nutraceutica e nella bio diagnostica, fino all’ottenimento di cellulosa dagli scarti agrumari per creazioni di moda e all’analisi comportamentale di visitatori di musei.

Originy, società benefit di Caltagirone, ha depositato un brevetto innovativo condiviso con il Cnr di Verbania per l’estrazione della ficocianina dalla Spirulina, un’alga blu-verde ricca di proteine e antiossidanti, usata in un integratore nutraceutico a supporto del sistema immunitario. Molecola che potrebbe essere impiegata in futuro anche nella bio diagnostica. «Questa linea di ricerca viene invece sviluppata in collaborazione con l’Istituto di biomedicina del Cnr di Palermo», dice Miriam Pace, amministratore unico dell'azienda con quattro addetti e un giro d’affari di 300mila euro.

Nata nel 2022 come evoluzione dei progetti sviluppati all’interno del dipartimento di Ricerca e sviluppo di Plastica Alfa spa, la startup diffonde tecnologie carbon neutral per la valorizzazione della CO2 attraverso la produzione di microalghe e l’estrazione di composti ad alto valore aggiunto. «Siamo inoltre impegnati – aggiunge l’imprenditrice - su un’altra linea di ricerca che consiste nell’estrazione di peptidi e proteine da un’altra alga, la Clorella. Queste sostanze consentono di produrre biostimolanti da impiegare sia nell’agricoltura biologica, sia nell’hobbistica per le piante ornamentali».

Gli scarti delle arance dell’industria alimentare vengono trasformati in cellulosa, poi filati e tessuti per dare vita a creazioni di moda dall’animo sostenibile grazie a un processo brevettato da Orange Fiber, startup di Catania. Tra le collaborazioni più prestigiose quelle con Salvatore Ferragamo, H&M e E. Marinella. «Partiamo dal cosiddetto pastazzo, il sottoprodotto che l’industria di trasformazione produce annualmente - spiega Enrica Arena, Ceo e co-fondatrice assieme ad Adriana Santanocito della società - il cui smaltimento ha costi elevati, sia per l’industria dei succhi di agrumi, sia per l’ambiente. Abbiamo stabilito una filiera completamente tracciata e trasparente per trasformare questo sottoprodotto nell’ingrediente perfetto per designer consapevoli». Grazie alla partnership con il gruppo Lenzing, la cellulosa da agrumi viene trasformata nella fibra tessile alla base dei tessuti circolari. «Il nostro brevetto di estrazione della cellulosa – aggiunge - è stato esteso anche nei principali Paesi produttori di succhi di agrumi con l’obiettivo di applicare la nostra tecnologia nei mercati più promettenti, aumentando così il nostro impatto».

Dalle startup a un’impresa matura dal background internazionale: l’Agricolture industrial development di Catania. Negli anni 2000, l’Aid (produce tra l’altro ventilatori antigelo e spremiagrumi automatiche ed è presente sui mercati di tutto il mondo) in collaborazione con l’università di Catania, attraverso il consorzio per la Ricerca in Agricoltura nel Mezzogiorno costituito negli anni Novanta ha realizzato un prototipo di robot per la raccolta di arance, pere e kiwi. L’attività venne cofinanziata anche con fondi della ex Cassa per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e, successivamente, il prototipo venne collaudato con successo nel biennio 2005-06.

«Le competenze e le tecnologie robotiche acquisite in questo primo progetto hanno trovato ulteriore sviluppo all’inizio dal 2020 con la realizzazione di un nuovo robot, più evoluto del precedente, inserito in un progetto di ricerca cofinanziato dal ministero del Made in Italy, completato nel maggio 2025», dice Salvatore Torrisi, agronomo. «Questo robot – precisa Torrisi – si è avvalso delle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale e deep learning, nonché di nuovi processori di visione, che hanno consentito una maggiore velocità operativa dei bracci antropomorfi industriali della Mitsubishi, integrati su un carro cingolato semovente. Il sistema comprende due bracci e un alloggiamento per il cassone di raccolta, nel quale i frutti vengono disposti con ordine, per ottimizzare i volumi dei contenitori impilabili».

Da 35 anni fra le realtà più solide dell’Information technology, Xenia Progetti di Catania non cessa di sorprendere. «La spinta innovativa ha portato alla brevettazione di metodi e sistemi che spaziano dal riconoscimento precoce di fitopatologie all’analisi comportamentale di visitatori di musei, dalla prevenzione di incidenti industriali fino all’assistenza alla guida per prevenire scenari di potenziale rischio di incidente», afferma Giuseppe Sorbello, ingegnere e presidente dell’azienda. La società investe oltre il 10% del fatturato in ricerca e innovazione con un focus sull’intelligenza artificiale. Nei laboratori di Catania, dotati di data centre e infrastrutture Gpu, sviluppa soluzioni di machine learning, LLM e computer vision per automazione, analisi predittiva e monitoraggio intelligente. «La ricerca e l’innovazione sono fondamentali per sostenere un’economia resiliente, inclusiva e sostenibile», sostiene Marco Causarano, presidente della Piccola industria di Confindustria. «Grazie agli incentivi concessi dallo Stato – conclude – le piccole e medie imprese non sono sole ma vengono aiutate a sostenerne i costi e sono quindi in grado di portare avanti con successo le loro attività di ricerca».