Attualità
Le impennate del gasolio agricolo, a Ragusa comparto nei guai
Il consigliere comunale Salvatore Battaglia: "Necessaria una mobilitazione politica per salvaguardare il settore"
Il rincaro del gasolio destinato all’agricoltura continua a suscitare forte allarme tra gli operatori del comparto.
A Ragusa, il consigliere comunale Salvatore Battaglia rilancia una preoccupazione che ormai investe l’intero settore.
Negli ultimi mesi il prezzo del carburante per usi agricoli ha fatto registrare aumenti marcati, inserendosi in un contesto nazionale già gravato da tensioni energetiche e turbolenze sui mercati internazionali.
Le aziende, che dipendono dal diesel agevolato in ogni fase della filiera – dalla preparazione dei campi all’irrigazione, dalla logistica al funzionamento dei mezzi – sono oggi costrette a sostenere oneri che mettono a rischio la tenuta stessa delle attività.
Battaglia, che nei giorni scorsi aveva già affrontato pubblicamente la questione, evidenzia come la criticità sia ormai di natura strutturale. I provvedimenti varati a livello nazionale non hanno prodotto effetti apprezzabili sul carburante agricolo, il quale beneficia già di un’accisa ridotta e, di conseguenza, non trae alcun vantaggio concreto dai tagli temporanei applicati ai carburanti per autotrazione.
Il risultato è che gli agricoltori continuano a pagare un prezzo elevato, senza prospettive di riduzione a breve, mentre i margini si assottigliano e la competitività dell’intero sistema produttivo ne risulta indebolita.
Nonostante la gravità del quadro, osserva il consigliere, mancano segnali tangibili di intervento. Le imprese ragusane, molte a conduzione familiare, devono fronteggiare un aggravio dei costi che si somma a difficoltà note: rincari delle materie prime, instabilità dei mercati, contrazione dei ricavi e una pressione crescente che rischia di mettere in crisi un pilastro dell’economia locale.
Per Battaglia è indispensabile una mobilitazione politica ampia, capace di coinvolgere amministrazioni comunali, rappresentanze parlamentari, associazioni di categoria e tutti gli attori istituzionali del territorio. Solo un’azione coordinata può portare il tema con sufficiente forza sui tavoli regionali e nazionali, al fine di ottenere misure specifiche e realmente efficaci.
Il settore primario, ricorda, non è soltanto produzione: è identità, lavoro, presidio del territorio e qualità riconosciuta oltre i confini provinciali.
A conclusione del suo intervento, il consigliere affida a una dichiarazione il senso della sua preoccupazione: «Il prezzo del gasolio agricolo sta diventando insostenibile e rischia di mettere in ginocchio un settore che è il cuore pulsante della nostra economia. Non possiamo restare fermi mentre le aziende soffrono. Serve un’azione politica unitaria, forte e immediata. Solo facendo quadrato possiamo sperare di ottenere risposte concrete e salvaguardare il futuro della nostra agricoltura».