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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:53
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StM, investimento da 5 miliardi a Catania confermato. L'azienda sul nodo acqua: «Collaboriamo per chiudere entro giugno»

Dopo l'incontro all'assessorato regionale alle Attività produttive interviene il manager Gualandris rassicura: «Passi avanti da dicembre con Sidra». E i sindacati Fiom, Fim, Ugl Metalmeccanici e Usb pungolano il Comune per fare presto

01 Aprile 2026, 20:09

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StM, investimento da 5 miliardi a Catania confermato. L'azienda sul nodo acqua: «Collaboriamo per chiudere entro giugno»

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Confermati investimenti su produzione, ricerca e sviluppo prodotti: il piano di sviluppo del polo industriale di Catania di STMicroelectronics è stato presentato ieri in una riunione all’assessorato regionale alle Attività produttive. Qui l’azienda, insieme all’assessore regionale Edy Tamajo, al sindaco di Catania Enrico Trantino e alle rappresentanze sindacali, ha confermato che sul campus per la nuova produzione al carburo di silicio sono stati già investiti 1,4 miliardi di euro, con capacità per 2.000 fette a settimana prevista per nel secondo quadrimestre del 2027. Sono previsti 1,6 miliardi di euro di investimenti per raggiungere, alla fine del 2028, una capacità di 5.000 fette a settimana, che è subordinata alla firma del contratto di fornitura e scarichi acqua entro giugno 2026.

Il punto della fornitura idrica è stato al centro in questi mesi di molti interrogativi. Ma Fabio Gualandris, presidente di Quality, Manufacturing and Technology di STMicroelectronic, presente in rappresentanza del colosso italo-francese a Palermo, rassicura: «Da dicembre a oggi abbiamo fatto sostanziali passi avanti con Sidra e dal punto di vista tecnico definito quel che serve fare. Anche sui tempi. Dovremo chiudere il contratto di fornitura entro giugno per sbloccare gli investimenti. Sottolineo che non è un problema di quantità di acqua, quella c’è, ma di qualità: le acque della zona etnea sono ricche di minerali. Quindi collaboreremo per avere un impianto di pretrattamento

Superata questa prima fase, ne seguiranno altre due, con relative assunzioni di centinaia di nuovi lavoratori specializzati. Come spiegato alla riunione in Assessorato, il piano originario risale al 2023, un’epoca molto diversa, dove era centrale il ruolo delle auto elettriche, oggi ridimensionato. L’azienda sta studiando produzioni in crescita come quelle dei server per l’intelligenza artificiale, delle applicazioni industriali, della robotica avanzata, delle applicazioni spaziali e delle tecnologie legate a calore dissipato dai chip.

L’incontro è stato valutato in modo positivo dai sindacati. Che sottolineano, ancora una volta, il nodo della fornitura idrica come unica incertezza. «La Stm ha oggi confermato gli investimenti su Catania, la sua volontà di produrre il silicio e le garanzia occupazionali. Ma ha anche affermato che affinchè questo accada la garanzia dell’approvvigionamento idrico dovrà essere definita entro il mese di giugno. Con tanto di contratto firmato con la Sidra», dice alla Sicilia Rosy Scollo, segretaria di Fiom Cgil Catania. «Siamo soddisfatti di quanto ha dichiarato l’azienda ma - aggiungono i sindacalisti - al Comune diciamo che il conto alla rovescia è già scattato». In una nota congiunta di Fiom e Cgil etnee poi si aggiunge: «Il prerequisito essenziale per gli investimenti di StMicroelectronics è stato esplicitato con tanto di slide mostrate in pubblico. Se la Stm non sottoscriverà con la Sidra, la società etnea che gestisce il servizio idrico integrato, un contratto che stabilisca in modo puntuale quantità, qualità e tariffa dell’acqua realmente disponibile, l'azienda farà un passo indietro».

Anche la Fim Cisl, presente all’incontro con il segretario nazionale Massimiliano Nobis, quello regionale Pietro Nicastro, «accoglie con favore la conferma di Catania come polo tecnologico di rilevanza mondiale, al pari di Agrate e Crolles (Francia). Con un investimento stimato di circa 5,1 miliardi di euro (sostenuto da importanti sussidi pubblici), il sito etneo si candida a diventare il riferimento per la produzione di wafer in Carburo di Silicio (SiC) da 200 mm e lo sviluppo del Nitruro di Gallio (GaN)». Poi Nicastro e Nobis aggiungono: «Il riconoscimento di Catania come centro iniziatore di innovazione, insieme al mantenimento del design center di Palermo, è un segnale forte», dichiarano Nobis e Nicastro. «Tuttavia, il successo di questa sfida si gioca sulla capacità del territorio di rispondere prontamente alle necessità industriali». E qui, ancora una volta, viene denunciato il ritardo sul «nodo acqua»: «Catania deve correre, ma non può farlo da sola. Chiediamo alle istituzioni, in primis al sindaco della città metropolitana di Catania essendo la Sidra una partecipata del comune di garantire gli investimenti per la realizzazione delle infrastrutture idriche per aumentare la portata dall’acqua utile per lo sviluppo del sito industriale, per una politica industriale che non si fermi ai sussidi, ma che garantisca servizi, infrastrutture e formazione. La nostra priorità resta la dignità del lavoro e la sicurezza di un futuro industriale solido per le prossime generazioni di siciliani».

«Siamo soddisfatti seppure rimangono criticità da chiarire. Catania si afferma sempre più come un hub mondiale, rafforzando il proprio ruolo all’interno delle strategie globali. Tra gli elementi di positività, la previsione di crescita occupazionale tra le 2000 e le 3000 unità fino al 2034, ma restano alcune criticità come la flessione occupazionale per il 2026 e il 2027 che Ugl respinge con forza oltre a un monitoraggio e una programmazione attenta, soprattutto per le fasi 2 e 3 del progetto», afferma Angelo Mazzeo, vice segretario nazionale Ugl Metalmeccanici al termine dell’incontro. Che aggiunge: «Sono state aggiornate alcune scadenze industriali posticipandole di circa un anno. Scadenze che comunque richiedono un passaggio fondamentale per essere ottemperate: l’acqua. Abbiamo avuto diverse rassicurazioni, ma ancora non c’è stato il passaggio finale. L’approvvigionamento e lo scarico delle acque rimangono condizione indispensabile per la piena attuazione degli investimenti e per la sottoscrizione dell’accordo quadro al Mimit. Senza salta tutto», sottolinea Mazzeo.

Più critica invece la posizione di Usb: «Il piano, presentato come strategico e accompagnato negli ultimi anni da annunci di circa 3000 assunzioni anche da parte del ministro Adolfo Urso, mostra oggi evidenti criticità. Gli obiettivi produttivi vengono ridimensionati e posticipati: il traguardo dei 15000 Wafer a settimana slitta di due anni e non viene fornita una chiara curva di crescita occupazionale. Restano quindi incerte anche le prospettive sulle nuove assunzioni. Le uniche certezze riguardano la chiusura degli stabilimenti CT6 ed EWS entro il secondo trimestre 2027, con la previsione di ricollocare gli esuberi nelle nuove linee produttive del campus SiC e in altri impianti.»

Il quadro complessivo evidenzia forti contraddizioni tra le dichiarazioni passate e la situazione attuale, con prospettive ancora incerte e problemi strutturali non risolti, a partire dalle risorse idriche. Sul tema è previsto un possibile accordo con il Comune entro giugno, ma al momento mancano tempistiche certe per una soluzione definitiva».

Quello di St a Catania è il più grande investimento industriale nel Sud Italia da anni, e uno dei più grandi in assoluto in Europa e la Regione, come sottolineato da Tamajo «ha approvato un finanziamento di 300 milioni di euro utilizzando risorse europee. Non si tratta solo di un investimento industriale - ha concluso l’assessore - ma della costruzione di un vero ecosistema dell’innovazione nel Mezzogiorno».