i dati dell'istat
Fisco, pressione al 51,4% nel quarto trimestre 2025. Famiglie costrette a intaccare i risparmi
I numeri fotografano un quadro di crescente peso del fisco accompagnato da segnali contrastanti sul fronte dei consumi
Non è un quadro rassicurante quello dipinto dall'Istat nell'ultima rilevazione sui conti economici trimestrali. Tra ottobre e dicembre 2025, l'Italia ha fatto i conti con un doppio binario pericoloso: da un lato uno Stato sempre più esigente sotto il profilo fiscale, dall'altro famiglie che vedono svanire la propria capacità di spesa e di risparmio.
Il Fisco batte cassa
Il dato più pesante riguarda la pressione fiscale, che nel quarto trimestre del 2025 è schizzata al 51,4%. Si tratta di un incremento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un livello che conferma quanto il carico tributario continui a pesare come un macigno sulla ripresa economica, drenando risorse che altrimenti resterebbero nel circuito dei consumi privati o degli investimenti.
Il paradosso: si spende di più, ma con meno soldi
I numeri raccontano una dinamica preoccupante per quanto riguarda i bilanci domestici. Il reddito disponibile delle famiglie è infatti diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Nonostante il portafoglio sia più leggero, i consumi sono cresciuti dello 0,5%.
Com'è possibile? La risposta sta nella "scelta forzata" degli italiani: per mantenere lo stile di vita o far fronte ai rincari, si è smesso di mettere soldi da parte. La propensione al risparmio è scesa al 7,8% (-0,8% su base trimestrale), segno che il "cuscinetto" finanziario delle famiglie si sta assottigliando pericolosamente.