LA CIRCOLARE
Pensioni, buco colmato ed “esodati” salvati: l'Inps proroga gli scivoli per chi è rimasto a metà strada
L'Istituto nazionale di previdenza ha trovato una via d'uscita per migliaia di lavoratori rimasti in una terra di nessuno
L'Inps ha trovato una via d'uscita per migliaia di lavoratori rimasti in una terra di nessuno. La legge n. 199/2025 ha spostato in avanti i requisiti pensionistici — da uno a tre mesi — e questo ha creato un problema concreto: chi aveva già lasciato il lavoro contando su una data precisa si è ritrovato con il periodo di esodo esaurito e la pensione ancora irraggiungibile. Un buco, in sostanza, tra la fine dell'ammortizzatore e l'inizio dell'assegno previdenziale.
Con una nuova circolare, l'istituto ha stabilito che gli assegni straordinari, le isopensioni e le indennità di espansione potranno essere prolungati fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre i limiti ordinari — attualmente fissati in 4, 5 o 7 anni a seconda della tipologia. Non si tratta di una sanatoria generale, ma di una tutela mirata: l'obiettivo dichiarato è non penalizzare chi, per colpa di uno slittamento normativo di cui non porta alcuna responsabilità, avrebbe altrimenti perso la copertura.
La circolare individua due categorie specificamente tutelate. La prima comprende i lavoratori che, sulla base dei requisiti e delle stime in vigore fino al 2025, hanno cessato l'attività entro il 31 gennaio 2026. La seconda riguarda chi nel 2026 è già coinvolto dall'allungamento delle finestre pensionistiche perché iscritto alle Casse dei dipendenti pubblici — Cpdel, Cps, Cpi e Cpug. Per entrambi i gruppi, il prolungamento dello scivolo evita che il cambio delle regole in corsa si trasformi in un danno economico diretto.
L'Inps definisce la soluzione «un'interpretazione evolutiva» della normativa speciale, costruita per rispondere in modo sistematico alle casistiche emerse nel tempo. In parole più semplici: la norma non prevedeva esplicitamente questo caso, ma l'istituto ha scelto di estendere le tutele piuttosto che lasciare i lavoratori scoperti. Una scelta che, per chi aspettava da mesi una risposta, vale quanto una circolare.