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Economia

Vittoria, territorio e prevenzione: la Cna fa il punto

Un interessante convegno con gli esperti dell'Ingv per capire cosa riserva il futuro dopo i recenti disastri meteorologici

04 Aprile 2026, 15:32

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 Vittoria, territorio e prevenzione: la Cna fa il punto

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La Cna territoriale di Ragusa esprime soddisfazione per l’ampia partecipazione e l’alto livello di interesse suscitati dal convegno “Governo del suolo e prevenzione dei dissesti: indicatori di qualità del territorio”, tenutosi sabato scorso nella sala delle Capriate “Giovanni Molè” di Vittoria.

L’iniziativa, organizzata in sinergia con il Comune di Vittoria, l’Ordine degli Architetti Ppc della provincia di Ragusa e il Collegio provinciale dei geometri, ha visto la presenza del sindaco Francesco Aiello, del componente della presidenza territoriale Cna Rocco Candiano, dei presidenti degli ordini professionali, del presidente di Cna Costruzioni Sicilia, Salvo Antonio Cannavò, di rappresentanti dell’Ingv e di numerosi tecnici, professionisti e imprese locali.

Ad aprire e moderare i lavori è stato il segretario territoriale, Carmelo Caccamo, che ha inquadrato l’emergenza siciliana e l’azione della Cna a tutela delle aziende colpite dal recente ciclone che ha devastato lidi e numerose attività costiere.

“Abbiamo assistito subito le imprese – è stato spiegato – rispetto ad un fenomeno estremo della natura che però ha fatto emergere tutta la debolezza del nostro territorio, privo per troppi anni di un'adeguata azione preventiva e programmatica. Il caso, appunto, di Niscemi è stato l'esempio europeo più impattante”.

Nel suo intervento, Giorgio Stracquadanio, coordinatore del mestiere Cna Costruzioni Ragusa, ha delineato un quadro netto delle trasformazioni in corso, ricordando come la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi – alluvioni, frane, ondate di calore, siccità e mareggiate – abbiano toccato livelli inediti, con ricadute sempre più pesanti su comunità, infrastrutture ed economie locali.

La cura del territorio, ha sottolineato, non è più solo una questione ambientale o sociale ma un vero fattore economico, essenziale per la tenuta del tessuto produttivo e delle Pmi. Da qui l’appello a superare la logica dell’emergenza, puntando su prevenzione, pianificazione, competenze e continuità degli investimenti.

Stracquadanio ha quindi richiamato i dati Ispra e Snpa sul consumo di suolo nell’area ipparina: nel quinquennio 2020-2024 sono stati sottratti 119 ettari, pari a 1.190.000 metri quadrati, l’equivalente di 166 campi da calcio. Vittoria guida per consumo assoluto con 40 ettari, mentre Comiso, Acate e Santa Croce Camerina, complessivamente, raggiungono 79 ettari.

Il tema si lega a doppio filo con la pianificazione urbana: sia Vittoria che Comiso stanno avviando i nuovi Pug, ma i numeri evidenziano un surplus abitativo considerevole. A Vittoria risultano non occupate oltre 12.600 abitazioni; a Comiso quasi 3.800.

Questi elementi, ha osservato, impongono “un cambio di paradigma: la casa non può più essere considerata un investimento economico, ma un servizio”, e il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, insieme al miglioramento della qualità urbana e del verde, è tra le principali opportunità di sviluppo.

Un contributo di rilievo è arrivato dal dottor Mario Mattia dell’Ingv, che ha messo a confronto il dissesto in atto a Niscemi con la situazione del territorio ipparino, ribadendo che il compito di chi governa è evitare di arrivare a condizioni critiche, attivando per tempo misure di prevenzione e monitoraggio. Il messaggio è chiaro: conoscere i fenomeni, interpretarli e intervenire prima che diventino emergenze è la chiave per proteggere comunità e attività economiche.

Il quadro del rischio idrogeologico conferma, dunque, l’urgenza di interventi strutturali. Dalle criticità, ha evidenziato la Cna, possono nascere nuove traiettorie di crescita per il comparto delle costruzioni, in particolare per le piccole e medie imprese.

Le risorse non mancano – Pnrr, fondi europei, strumenti dedicati alla prevenzione – ma occorre una capacità di spesa coerente con gli obiettivi. L’associazione si impegna a valorizzare il lavoro condiviso: il coinvolgimento degli ordini professionali e la forte partecipazione del pubblico confermano la centralità del tema.

Da ultimo, è stata ribadita la necessità di programmare insieme ai Comuni, specie nella redazione dei Pug, tenendo conto dei nuovi scenari climatici e territoriali, perché una buona prevenzione consente di governare meglio il territorio.