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9 aprile 2026 - Aggiornato alle 13:50
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il dibattito

La Zes estesa a tutto il territorio nazionale, l'idea di Meloni che potrebbe "diluire" i vantaggi per il Sud

La premier l'ha annunciato oggi alla Camera: allargare la zona economica speciale al momento riservata al Mezzogiorno. Il PD: «Sacrificano il Sud sull'altare del consenso elettorale nel Centro-Nord»

09 Aprile 2026, 13:33

13:42

Giorgia Meloni, premier Italia

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«Partendo dall'esperienza positiva della Zes al Sud intendiamo fare un ulteriore passo avanti: stiamo studiando le modalità tecniche per riprendere alcuni meccanismi, in particolare di semplificazione, e applicarli a tutto il territorio nazionale». Nell'informativa tenuta stamattina alla Camera sui principali temi dell'attualità politica nazionale e internazionale, Giorgia Meloni ha annunciato pure questo: l'idea di una Zes unica nazionale. «Semplificare, ridurre la burocrazia, rendere la vita più facile a chi vuole investire è un passo avanti decisivo che non deve conoscere limitazioni territoriali», ha detto la premier. 

COME FUNZIONA LA ZES PER IL MEZZOGIORNO

Il credito d’imposta ZES al 60 per cento per le aziende agevola gli investimenti iniziali in macchinari, impianti, attrezzature, nonché terreni immobili strumentali entro certi limiti, realizzati in Sicilia e nelle altre regioni del Sud. Sono fissati alcuni vincoli: importo minimo del progetto a 200mila euro e massimo di 100 milioni a progetto, tetti sull’intensità d’aiuto in base a dimensione d’impresa e area, e limite del 50% per la componente terreni/immobili rispetto al valore complessivo dell’investimento; il beneficio si utilizza in compensazione, dopo che l’Agenzia definisce le percentuali effettive di fruizione rapportando il tetto di spesa alle richieste valide.

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato e rifinanziato il credito d’imposta ZES Unica fino al 31 dicembre 2028, stanziando 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Le domande per il 2026 potranno essere presentate entro il 30 maggio 2026.

L'INTERVENTO DELLA REGIONE

A gennaio il governo regionale ha annunciato di volere contribuire, aggiungendo 200 milioni di euro di fondi propri per integrare le risorse che lo Stato ha incrementato nella Legge di Bilancio consentendo così il massimo tasso di contribuzione possibile del credito d’imposta per finanziare gli investimenti delle imprese nell’ambito della Super Zes da qui al 2030. Roma ha dato il via libera a intervenire sull’attuale programmazione dei fondi extraregionali e, in particolare, per impiegare 200 milioni di euro, quota parte dei residui del Bilancio 2024, una volta ottenuta la perequazione della Corte dei conti

La logica, sottolineata anche da Confindustria Sicilia, è quella di compensare le diseconomie derivanti dalle carenze infrastrutturali: investire nel Sud e in particolare in Sicilia costa di più rispetto ad altri territori. 

L'IDEA DI MELONI E LE CRITICITA' EVIDENZIATE DAL PD

Ecco perché adesso l'idea di un'unica Zes in tutta Italia ha fatto scattare la risposta immediata di due senatori del Pd, il sardo Marco Meloni e il siciliano Antonio Nicita. «Le parole della presidente Meloni su una strampalata idea di ZES unica nazionale suonano come epitaffio per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno e delle isole. Sarebbe il completamento di una demolizione silenziosa di uno strumento che era stato pensato per ridurre il divario strutturale tra Nord, Sud e Isole».

Per i due parlamentari dem, «o siamo dinanzi a un governo di incapaci o stanno, ancora una volta, sacrificando il futuro del Mezzogiorno sull'altare del consenso elettorale nelle regioni del centro-nord. Se chi governa non riconosce che il Sud e le Isole partono da condizioni di svantaggio concrete - infrastrutture carenti, minore connettività, disoccupazione cronica, desertificazione industriale - e dunque hanno bisogno di incentivi e strumenti di semplificazione pensati su misura, sta semplicemente abdicando alle sue responsabilità».

Perché il fondato timore è che «diluire lo strumento sull'intera penisola porterà alla riduzione delle risorse, non alla loro moltiplicazione». 

Di tutt'altro avviso il sottosegretario con delega al Sud, Luigi Sbarra, ex segretario generale della Cisl. «Le valutazioni del Presidente Meloni sul Sud confermano la volontà del Governo di proseguire e rafforzare le iniziative per la crescita e lo sviluppo economico e sociale dell’area. In particolare, l’esperienza della ZES Mezzogiorno diventa strategia strutturale con stanziamenti pluriennali per agevolare investimenti e capacità di maggiore attrazione di imprese». Per Sbarra il fatto che i vantaggi per il Sud possano essere estesi al resto d'Italia, «è un riconoscimento molto importante: le politiche pensate e definite per il Mezzogiorno possono diventare un modello di riferimento per l’intero Paese, contribuendo a ridurre la burocrazia e a rendere più semplice investire in Italia».